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50 sfumature di grigio: come scrivere (male) un porno senza saperne niente di sesso.

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Per chi avesse passato gli ultimi tre anni in una caverna, 50 Sfumature di Grigio è il primo libro di una trilogia nata come non tanto implicita fan fiction di Twilight (avete presente Twilight, sì?) e trasformatasi in uno dei più fortunati best seller degli ultimi secoli, arrivando a battere anche il record di zia Rowling con Harry Potter. Solo che invece che le vicende di un bambino che scopre di essere un mago, il lettore si trova a seguire quelle erotico-sentimentali di una neolaureata e dell’uomo che aspira ad essere il suo dominatore.

Ma bando alle ciance, entriamo subito nel vivo dell’azione. Non per altro, è che non so per quanto le mie funzioni cerebrali resteranno ancora intatte dopo ciò a cui i miei neuroni sono stati sottoposti.

 

Vi presento Anastasia Steele.

Mi guardo allo specchio, arrabbiata e delusa.“Non devo più andare a letto con i capelli bagnati. Non devo più andare a letto con i capelli bagnati.” Recitando più volte questo mantra tento, di nuovo, di addomesticarli con la spazzola. Contemplo esasperata la diafana ragazza castana con gli occhi azzurri, troppo grandi per il suo viso, che mi fissa dallo specchio, e depongo le armi. La mia unica possibilità è legarli in una coda e sperare di avere un aspetto almeno presentabile.

Ora, io vorrei personalmente scrivere alla signora Erika Leonard (il nome che si cela dietro al sicuramente più misterioso pseudonimo E. L. James) e complimentarmi per l’aver creato una protagonista così tridimensionale. Infatti come ogni bravo scrittore anche la signora Leonard è consapevole del fatto che un buon personaggio deve avere pregi e difetti grazie ai quali il lettore medio possa identificarvisi in qualche modo. E chi non ha mai faticato a reprimere un moto di frustrazione nel realizzare di avere gli occhi troppo grandi?
Insicura su tutto, impacciata (nonostante cada due volte in tutto il libro, e sempre a meno di tre metri da un uomo pronto a stringerla e salvarle il culo a mandolino) e ovviamente vergine, la nostra protagonista ama la letteratura inglese e passare le serata in compagnia di un buon libro ed una tazza di the. Guida un vecchio Maggiolone, porta quasi esclusivamente Converse e non indossa abiti femminili. C’è stato un momento in cui mi sono quasi sentita intenerita dall’impegno che la Leonard ha mostrato nel cercare di dare alla sua eroina una personalità così fuori dal comune.  Probabilmente se avesse saputo di cosa si tratta le avrebbe anche fatto avere un blog su tumblr.
In sostanza il libro si apre con questa ragazza tremendamente naive che,  oltre a riferirsi agli organi riproduttivi maschili e femminili come a là sotto e non essersi mai masturbata nemmeno una volta, gira per il mondo con i suoi enormi occhi azzurri spalancati, totalmente inconsapevole del fatto che tutti i personaggi maschili del libro vogliono farsela in ogni posizione concepita da uomini e animali.
Almeno sino a quando…

Vi presento Christian Grey

Giovanissimo… e bello, bello da morire. È alto, indossa un elegante completo grigio, una camicia bianca, una cravatta nera, ha una ribelle chioma  biondo rame scuro e intensi, luminosi occhi grigi che mi scrutano con attenzione. Ci metto qualche istante a trovare la voce.

Christian è un misogino violento. Gli piace maltrattare le donne perché da piccolo la mamma non gli ha voluto abbastanza bene e ha un oscuro passato  che l’autrice continua a suggerire con indizi grandi quanto il lago Ontario (Per chi di voi fosse carente in geografia: il lago Ontario è molto, molto grande). Ma come ho già detto un buon autore riesce sempre a bilanciare pregi e difetti nei suoi personaggi, diamo quindi un’occhiata alle qualità del nostro coprotagonista:

1) È un figo della madonna.
2) A quanto pare ha la stessa dotazione di Rocco Siffredi.
3) È ridicolmente ricco.

Mi chiedo perché Anastasia realizzi di esserne innamorata al secondo capitolo. E mi chiedo come sarebbero andate le cose se invece che di un modello di biancheria intima avesse avuto le sembianze di Steve Buscemi.

Leggendo questo libro mi sono immaginata Mrs Leonard alle prese con la caratterizzazione di Christian, e sono piuttosto sicura che sia andata proprio così:

– Interno giorno, campagna inglese –
Una donna sta scrivendo al proprio computer circondata dal merchandising di Twilight per trovare l’ispirazione. Lo sguardo scorre dalla schermata al poster di Edward e Bella mentre sorseggia la propria tisana depurativa. Solitamente il pensiero del loro lieto fine riesce sempre ad ispirarla, ma oggi no. Oggi il suo problema sembra essere insormontabile:
Diamine, come faccio a rendere amabile Christian e a far capire che c’è un mondo dietro ai suoi luminosi occhi grigi? Dovrà pur esserci qualcosa che lasci intuire che non è solo un pezzo di merda. Trovato! La musica! Lui suona il pianoforte in piena notte ed ascolta brani classici e sconosciuti. Questo lo renderà profondo e misterioso e nessuna donna potrà dubitare del fatto che l’amore di quella giusta potrà cambiarlo. Tutti sanno che se ami la musica non puoi essere davvero un sociopatico pericoloso. 

E la trama? Un capolavoro. Lei conosce lui. Lui stalkera lei. Lei invece che preoccuparsi trova la cosa affascinante e si arrapa. Lui le propone un contratto dal valore legale nullo per stabilire un rapporto dominatore/sottomessa e lei invece che chiedere un ordine restrittivo accetta. Lui sviluppa un’ossessione per le sue abitudini alimentari tale che a metà libro ho sperato in un plottwist in cui Christian si rivela essere un cannibale che vuole cucinare Anastasia alla pizzaiola, e lei si morde le labbra così spesso da rischiare di assomigliare a una comparsa di the walking dead entro la fine del volume. Il tutto in un continuo crescendo di disagio e scene di finto bdsm sino al climax finale in cui Anastasia fugge disperata perché si è fatta la bua. Ma non temete amiche! Il vero amore può ancora trionfare, perché questo è solo il primo dei tre libri sfornati da colei che un tempo si faceva chiamare Snowqueen Icedragon (giuro, non me lo sono inventato. La mia fantasia non potrebbe arrivare a tanto).

Per quanto però la trama sia quanto di più scontato possa offrire il mercato,  posso dirvi con certezza che non è il punto più basso del libro.
Infatti nonostante come ho già detto 50 sfumature di grigio sia nato come fan fiction di Twilight, non è solo il contenuto pornografico a differenziare le due saghe: Stephanie Mayer sa scrivere in un inglese scorrevole e leggibile. Erika Leonard No. Lei lancia puntini di sospensione come coriandoli, si concede orge di punti esclamativi e ha la stessa proprietà lessicale che potrebbe avere mia madre. E mia madre non parla inglese. C’è stato un momento in cui ho addirittura pensato che avesse un feticcio particolare per certi termini, perché solo in questo modo avrei potuto spiegare l’infinita sequenza di: Mmh (seguito sempre da puntini di sospensione), oddio, cielo!, brividi, sussurro, vocina interiore, dea interiore, sussurro, labbra e Wow.


Certo, i contenuti lasciano a desiderare. Ma non prendiamoci in giro, lo sappiamo un po’ tutti che 50 sfumature altro non è che un porno malservito.  Ho ritenuto quindi doveroso dedicarmi ad un’analisi approfondita delle scene di sesso descritte nel libro. E ho capito di non avere abbastanza capelli da strapparmi.  Quindi diamo fiato alle trombe ed entriamo nel vivo della situazione per elencare i motivi per cui è evidente che l’autrice di 50 sfumature di grigio non ne sa assolutamente niente di sesso.

 

Le donne non raggiungono l’orgasmo a comando.

Io non so chi abbia messo in testa questa cosa a Mrs Leonard, ma pare che nel suo immaginario basti ordinare ad una donna di venire per vederla illuminarsi come San Severo di Foggia a Natale. Nessuna scena di sesso – e pur essendo parecchie sono comunque troppo poche per un porno di 622 pagine – si conclude senza che il prode Christian chieda alla bella Anastasia di arrivare all’apice del piacere. Di seguito abbiamo degli esempi:

– «Vieni per me, piccola.» Ha la voce roca, aspra, e io esplodo sotto la spinta delle sue mosse rapide.
– «Vieni, Anastasia, di nuovo» grugnisce a denti stretti e, per quanto sia incredibile, il mio corpo reagisce, fremendo in un nuovo orgasmo.
– «Vieni, Ana, dammi il tuo orgasmo» grugnisce, e il mio nome sulle sue labbra mi dà la spinta finale. Mi lascio afferrare dal vortice di sensazioni e da un piacere dolcissimo.
– «Su, piccola, lasciati andare per me» mormora a denti stretti, e la brama ardente nella sua voce, la tensione, mi spingono oltre il limite.

Avviso importante: non è così che vanno le cose. Spessissimo le donne nemmeno ci arrivano vicine all’orgasmo durante il sesso, molte arrivano alla mezza età senza sapere cosa sia e altrettante lo provano solo durante la masturbazione. E non sono anormali, sono semplicemente reali, e non il frutto della fantasia di una casalinga la cui esperienza sessuale è evidente si limiti all’osservazione delle pecore che girano per le campagne inglesi.

L’abuso non è eccitante.

Voglio fare un gioco con voi. Chiudete gli occhi ed immaginate di stare con un uomo che controlli il vostro guardaroba, le vostre frequentazioni, il vostro lavoro ed ogni aspetto della vostra giornata da quando vi svegliate a quando andate a dormire, ovviamente ad un orario scelto da lui. Immaginate che pretenda di avere voce in capitolo su tutto ciò che vi riguarda e che la sua reazione ad eventuali rimostranze siano…mani che prudono. A quanto pare Erika Leonard ha deciso che tutto questo è sexy, affascinante…misterioso.

Griderei allo scandalo e vi direi di pensare alle migliaia di donne che leggendo questo libro si saranno sentite legittimate ad essere attratte dal prototipo di stronzo egocentrico e aspirante padre padrone,  ma ho sempre pensato che chiunque si lasci influenzare da un libro meriti di finire nella fossa che si scava.  Quello che però mi preme portare in risalto è il fatto che niente di tutto questo sarebbe stato ritenuto eccitante se il protagonista fosse stato così:

Se ti piace il bdsm non significa che hai avuto problemi da piccolo/a

A quanto pare Christian è appassionato di BDSM ( un acronimo che comprende tutte le pratiche legate a: Bondage, Dominazione/Disciplina, Sottomissione, Sadismo e Masochismo) perché quando era bambino la mamma non gli ha comprato il dolce forno, preferendo spendere tutto in eroina. La concezione che questo libro ha di un rapporto sadomaso è simile a quella che potrebbe  avere una lettrice media di Cioè, e credo che sia proprio su riviste simili che la signora Leonard si è documentata per la sua storia. Altrimenti non si spiegherebbe perché sia convinto che un rapporto tra Dominatore e Sottomessa implichi un uomo profondamente disturbato con il pieno potere su una ragazzina remissiva e strumenti da tortura tutti i gusti + 1.

Nessun uomo sano di mente troverebbe eccitante togliere il tampax alla propria partner

La maggior parte di loro nemmeno sa cosa sia un tampax. Alcuni si sentono in crisi anche solo a sentire la fatidica frase “amore puoi andare a comprarmi i tampax plus?”, e se va bene tornano con i rigatoni Barilla.   Pare che invece il Dio-del-sesso Christian (Da ora abbreviato in DDS) crei un crescendo erotico attorno all’atto di tirare il cordoncino dell’assorbente interno della propria mademoiselle per poi prenderla un po’ alla maniera degli animali, gioendo del fatto che avendo lei il ciclo lui potrà non usare il preservativo. Ora, si direbbe che un uomo esperto di sesso come il DDS sappia che si è a rischio gravidanza anche durante le mestruazioni, ma questo non è il problema principale. Andiamo nello specifico ad immergerci (che brutto termine da usare in questi argomenti) nella scena:

«Appoggiati al lavandino» ordina, e mi prende per i fianchi tirandomi a sé, come aveva fatto nella stanza dei giochi, in modo da farmi piegare in avanti. Mi infila una mano tra le gambe e tira il cordoncino azzurro – “Cosa???” – estraendo delicatamente l’assorbente interno e gettandolo nel gabinetto. “Per la miseria!” E poi è dentro di me… ah!


Posso ammettere che ci siano signorine che anche durante il ciclo fanno dell’allegra ginnastica orizzontale, ma sfido chiunque a trovare una donna che troverebbe eccitante farsi sfilare il tampax usato (ed un uomo disposto a farlo).

Non tutti gli oggetti sono l’ideale per la masturbazione.

Lui si ferma e prende un guanto di spugna mentre io ansimo di voglia… di desiderio. Le mie mani sono posate sulle sue cosce sode e muscolose. Dopo aver versato altro bagnoschiuma sul guanto, si china e mi lava in mezzo alle gambe. Trattengo il fiato. Le sue dita abili mi stimolano attraverso la stoffa, è una sensazione celestiale, e i miei fianchi iniziano a muoversi a ritmo, premendo contro la sua mano.

No. Sul serio, no. Erika, io non voglio insinuare che tu in tutta la tua vita non abbia mai fatto sesso, ma ti assicuro che se qualsiasi donna prendendo spunto dalle pagine del tuo libro si facesse masturbare con un guanto di spugna si ritroverebbe un’infezione vaginale nel giro di venti minuti, senza contare i danni da abrasione e derivati. Dopo aver letto della masturbazione con la spugna però ammetto di essermi stupita quando non ha tirato fuori la sempreverde variante con cetriolo non lavato.

 Tutte le donne si masturbano, anche le brave ragazze.

Tutte. Senza eccezione. Anche le vergini. Sono fermamente convinta che non esista donna che non si sia mai masturbata, a patto che abbia le mani. A quanto pare però per molte è ancora un argomento considerato tabù, o poco di classe. Io a questo punto mi immagino la ragazza media che dopo essersi intrattenuta nel buio della propria cameretta si guarda allo specchio con aria colpevole e disgustata mentre la sua vocina interiore le sussurra che è solo una donnaccia e che nessun miliardario superdotato potrà mai amarla.

Solitamente predico che un libro non vada giudicato dalla copertina, ma in caso dovesse riportare uno degli pseudonimi della signora Leonard farò un’eccezione e userò la varechina come collirio pur di non dover essere sottoposta ad una tortura simile ancora una volta.

Articolo originariamente pubblicato in due puntate su Il ballo del cervello

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Aspirante giornalista, aspirante scrittrice, aspirante dominatrice del pianeta e aspirante cittadina di un paese in cui tutti vengano trattati alla stessa maniera, ho iniziato a scrivere un nefasto giorno della mia infanzia e da allora non ho più smesso. Femminista un po’ per caso e paladina dei diritti civili per vocazione, ho un sogno del cassetto: arrivare al governo ed istituire il reato di stupidità manifesta. Su Controverso parlerò di tutto ciò che non va nel mondo e nei suoi abitanti, il che ci garantirà argomenti di discussione per i prossimi dieci anni.

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