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Il #dietrofrontM5S sulle unioni civili non difende la democrazia.

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Chi scrive è dalla prima seduta che ogni giorno segue i lavori del Senato sul disegno di legge per le unioni civili.

Eravamo partiti entusiasti, convinti che nonostante questo fosse un progetto al ribasso, ci si potesse accontentare di qualcosa che sì, segrega gli omosessuali in una condizione di diversità, ma che al suo interno concede loro dei diritti basilari come il riconoscimento dell’amore tra due persone e della loro volontà di mettere in piedi una famiglia, con il sacrosanto supporto dello stato.

Chi scrive ha ascoltato i deliri di Giovanardi, primo ad intervenire ad inizio discussione. Ha applaudito la Senatrice Bignami (Misto, ex M5S) e ha sorriso quando Airola (M5S) ha rischiato di perdere un polmone al proprio primo intervento. Chi scrive ha ascoltato Felice Casson (PD), consapevole del fatto che pochi mesi fa a Venezia gli sia stato preferito come sindaco nientepopodimeno che Gigio Brugnaro, l’uomo che sta facendo vergognare una delle capitali mondiali della cultura a suon di quelle che sarebbe indegno definire meno che cazzate.

Forse oggi, per la prima volta, voterò insieme alla maggioranza e sarà un raro caso dove le necessità di una minoranza, anzi i diritti di una minoranza, si faranno legge.
– Laura Bignami (Misto)

Chi scrive non ha mai avuto la certezza che questo disegno di legge potesse passare in uno, due o tre giorni. Conoscendo i tempi e i modi della politica italiota, non ho mai voluto appoggiarmi sugli allori del ma tanto passa e del la maggioranza l’hanno trovata.

Ma ho peccato d’ingenuità.

Vedevo nei cattodem il grande problema del Senato. Tutti eravamo schierati a guardare con occhio sospettoso le fila del PD, certi che qualche franco tiratore sarebbe saltato da un polo all’altro, affossando la legge o – peggio – portando all’approvazione un disegno zoppo, monco di quei diritti inalienabili che da anni gli omosessuali italiani, e molti altri con loro, stanno aspettando.

Il voltafaccia però non è arrivato da serpi in seno al PD, non ancora almeno, bensì da un’improvvisa presa di coscienza del Movimento 5 Stelle, che ancora una volta ha deciso si interpretare a modo proprio la politica, la legge e la democrazia, dichiarando che non avrebbe votato l’emendamento Marcucci poiché si tratta di una bastardata antidemocratica che stralcia una serie di altri emendamenti proposti dalla destra, senza permetterne la votazione.

Che il cosiddetto Emendamento Canguro fosse una bastardata, lo sa chiunque abbia mai seguito o studiato politica. Ma è una bastardata antidemocratica? Non sempre.

È una bastardata che è lecito utilizzare quando si ha a che fare con un ostruzionismo dichiarato e palese, che non consiste solo nei 4500 emendamenti che Centinaio, capogruppo in senato per La Lega, ha così teatralmente ritirato in un gesto palesemente populista, ma anche in un’altra serie di almeno un centinaio – perdonate il gioco di parole – di emendamenti che hanno la stessa identica funzione del canguro ma che sono ancora lì, pronti ad essere votati a scrutinio segreto in caso 5 Stelle e PD non riescano a trovare un accordo entro mercoledì prossimo.

La differenza è che l’emendamento Marcucci avrebbe permesso di saltare a piè pari molti di questi voti segreti, voti che checché ne dicano e ne credano i grillini, non è detto che vengano rifiutati.

Per quanto infatti il sentito discorso di Airola, in cui annunciava in quello noto come l’ennesimo #dietrofrontM5, che i pentastellati non avrebbero votato l’emendamento Marcucci possa aver infiammato gli animi di tanti, evidentemente il senatore non ha fatto i compiti a casa, e con lui tutto il suo gruppo. E con tutto il suo gruppo, i grillini che ancora si ostinano a difendere questa decisione come dettata dalla coerenza, o dalla voglia di una politica “trasparente”.

Nonostante le belle parole di Airola possano essere condivisibili sul piano umano, hanno la stessa rilevanza politica di Scilipoti che cita la Bibbia o di mia mamma che dice che è colpa degli stranieri se i furti sono in aumento: nulla.

Chiunque si sia mai preso la briga di studiare il regolamento del senato, pubblicamente consultabile per la gioia di tutti coloro che in questi giorni si sono improvvisati esperti di alta politica, si può rendere conto del fatto che su argomenti di questo tipo basta che venti senatori richiedano lo scrutinio segreto per obbligare il presidente del Senato a prendere almeno in considerazione la cosa. E a meno che Airola e i suoi non abbiano una sfera di cristallo, ci hanno probabilmente condannati ad una serie di scrutini segreti che potevano essere evitati solo con il famigerato e antidemocratico Emendamento Canguro.

Cari elettori cinque stelle:
quella che il partito a cui avete dato potere sta facendo è una partita a scacchi sulla vostra e sulla nostra pelle. Vi hanno detto che andavano in parlamento per mandarli tutti a casa, per fare una politica pulita e per portare dei risultati.
Bene. I risultati sono questi: stanno rischiando di affossare una legge di civiltà perché si rifiutano di giocare ad un gioco che evidentemente si sono resi conto essere infinitamente più grande di loro.

La senatrice pentastellata Nunzia Catalfo ha dichiarato oggi che Non si baratta la democrazia con i diritti. Una frase d’effetto, una frase condivisibile se presa fuori dal contesto in cui è stata pronunciata.
Una frase che rispedisco al mittente, e che come me dovrebbero rispedire al mittente tutte le persone incazzate che oggi si sono viste prese in giro da una serie di ragazzini troppo emozionati all’idea di tenere per le palle il Senato per decidere di fare le cose in maniera efficiente.

C’è una locuzione latina che recita: Cui prodest? Letteralmente, a chi giova? Chi ci guadagna?
A chi giova questa presa di posizione dei Grillini? Chi guadagna dalla difesa irrazionale di una democrazia che non è stata in alcun modo minacciata?
Chiedetevelo, perché qualcosa mi dice che la risposta non sia i cittadini.

Oggi non si è cercato di barattare la democrazia con i diritti, l’emendamento Marcucci non ha cercato di barattare la democrazia con i diritti.
Oggi si è cercato di dare democraticamente i diritti a chi sono anni che bussa per essere accolto all’interno di uno stato che lo considera cittadino di serie B.
Ma anche oggi la porta l’apriremo domani. 

Grazie Movimento 5 stelle, ci vediamo alle prossime elezioni.

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Aspirante giornalista, aspirante scrittrice, aspirante dominatrice del pianeta e aspirante cittadina di un paese in cui tutti vengano trattati alla stessa maniera, ho iniziato a scrivere un nefasto giorno della mia infanzia e da allora non ho più smesso. Femminista un po’ per caso e paladina dei diritti civili per vocazione, ho un sogno del cassetto: arrivare al governo ed istituire il reato di stupidità manifesta. Su Controverso parlerò di tutto ciò che non va nel mondo e nei suoi abitanti, il che ci garantirà argomenti di discussione per i prossimi dieci anni.

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