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ISIS è Debole

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Sono passati tre giorni dagli attentati di Parigi. In questi giorni è stato detto di tutto.

Internazionale ha pubblicato 48 articoli, Anonymous ha dichiarato (di nuovo) guerra all’ISIS e si sono espressi tutti i leader politici, opinionisti, filosofi, giornalisti e panettieri d’Europa, spingendo a dire due righe su Facebook perfino quelli che in genere non dicono mai nulla, anche se per dire che pure questa volta non diranno nulla. Da tre giorni non si parla d’altro, in radio, in televisione, su internet, nei bar e nelle palestre d’Europa. Perfino Controverso su Facebook si è espresso già tre volte, quattro se vogliamo contare questo articolo.

Eppure una cosa fondamentale sembra essere sfuggita. Tra tutti i commenti e le reazioni possibili, in pochissimi hanno avuto il coraggio, o forse anche solo la capacità, di esprimere un concetto fondamentale:

Di ISIS non bisogna avere paura. ISIS è debole. Quelli di ISIS sono dei balordi, dei disadattati, più pecore da gregge di quanto lo sia stato il popolino di Facebook in questi giorni. Gli alienati della società mondiale ed europea, raccolti sotto una bandiera che è l’ultimo rifugio degli elementi più psicologicamente fragili del nostro pianeta. Se non ci fosse dietro il leitmotif dell’Islam, le file di ISIS comprenderebbero probabilmente molti di quelli che esasperati dalla crisi, dalla disoccupazione, dalla corruzione dei governi, negli ultimi anni sono diventati i più fanatici sostenitori di quei partiti populisti -di destra e di sinistra- che sono nati per “cambiare lo status quo”. E soprattutto, ISIS non ha il controllo.

Questo concetto è stato espresso in maniera egregia oggi da Waleed Ali, giornalista e presentatore televisivo australiano del canale Network Ten. Non intendo parafrasare il suo discorso. Farò meglio, ve lo piazzo qui. E voi ve lo guardate.

[Non pretendo però che tutti parlino inglese abbastanza bene da recepire nella sua totalità il messaggio, importantissimo, di Ali, quindi il testo totale sarà tradotto e trascritto subito dopo il video]

[Nota: Nel video, Ali usa il nome “ISIL”, più comune in Australia e negli USA, derivato da “Islamic State in Iraq and the Levant”. In Europa è più comune il termine ISIS, da “Islamic State in Iraq and Syria/Shaam”. Per chiarezza la traduzione userà la versione europea]

“ISIS è debole. So che non lo sembra al momento, ma è la verità. E loro non vogliono che si sappia, il che è il motivo per cui noi dovremmo parlarne. Quando si è saputa la notizia che più di centotrenta persone sono state assassinate a Parigi, questa è stata la risposta di ISIS:

“Un gruppo di credenti dei Soldati del Califfato hanno preso di mira la capitale della prostituzione e del peccato, il maggior portatore della croce in Europa, Parigi”

E davvero, non c’è dubbio che questo sia un attentato di matrice islamica e terroristica probabilmente eseguito sotto l’egida di ISIS. Quello che finora non sappiamo, è se l’attacco è stato pianificato o finanziato dai leader di ISIS in Siria.

Il problema è che questo è quello che fa ISIS: si prendono il merito per ogni atto di terrorismo su suolo occidentale, così da apparire più grandi e più potenti di quello che sono in realtà. Hanno fatto lo stesso l’anno scorso con la sparatoria nel parlamento del Canada, e quando un uomo corse in giro per New York con un’accetta attaccando i passanti, e anche in Australia con l’Assedio di Sydney.

ISIS NON controllava queste persone. Erano terroristi fai-da-te che si sono reclutati da soli, ma ISIS non ne era al corrente. Come faccio a saperlo? Perchè ISIS ci ha detto che non vogliono che noi sappiamo queste cose nella loro rivista mensile [ndT: si, ISIS ha una rivista mensile, e diversi canali televsivi].

Lo scorso Ottobre hanno scritto questo:

“E’ importante che gli omicidi vengano attribuiti ad affiliati dello Stato Islamico che ubbidiscono alla sua leadership. Questo può essere facilmente ottenuto con l’anonimato. Altrimenti, i media occidentali farebbero sembrare questi attacchi come omicidi occasionali”

“Ogni volta che c’è un attacco e loro lo rivendicano, finisce in prima pagina in tutto il mondo”
– 
Nick O’Brien, Professore Associato di Anti-Terrorismo alla Charles Stuart University

C’è una ragione perchè ISIS vuole apparire così potente, perchè non vogliono ammettere che il territorio che controllano è stato tolto a nemici deboli, che sono bloccati dai continui bombardamenti aerei, oppure che solo lo scorso weekend hanno perso una parte significativa del loro territorio.

 “Non hanno veramente la capacità di rispondere agli attacchi aerei da parte dell’occidente”
– Peter Jennings, dell’Istituto di Politica Strategica Australiano

ISIS non vuole che si sappia che sarebbero velocemente sconfitti se dovessero mai incontrare in battaglia un’esercito convenzionale, vogliono essere temuti, vogliono che la gente si arrabbi, che tutti noi diventiamo ostili e questo è il perchè: la strategia di ISIS è di dividere il mondo in due fazioni.

Loro e noi. E di nuovo, lo sappiamo perchè ce l’hanno detto. L’anno scorso hanno dichiarato:

“Non c’è una zona grigia in questa crociata contro lo Stato Islamico. Il mondo si è diviso in due campi. Uno per il popolo della fede, l’altro per il popolo degli infedeli, tutto in preparazione della Grande Guerra”

Loro vogliono iniziare la Terza Guerra Mondiale, una guerra globale tra i musulmani e tutti gli altri, questo è quello che vogliono creare. Vogliono che società come la Francia e l’Australia si rivoltino contro sè stesse.

“Noi, come società e come comunità dobbiamo stare molto attenti a mantenere e proteggere la nostra coesione sociale, il nostro senso di armonia e il nostro rimanere uniti”
– 
Bilal Rauf, Avvocato Comunitario

Vogliono che nazioni come la nostra rigettino i loro musulmani e li diffamino. I leader di ISIS sarebbero felicissimi di sentire che dopo le atrocità a Parigi, persone di fede islamica hanno detto di essere stati minacciati ed attaccati in Francia, America e in Australia. Perchè questa organizzazione malvagia ha in testa che se riesce a fare del musulmano il nemico dell’Occidente, allora i musulmani della Francia, dell’Inghilterra, dell’America e dell’Australia non avranno nessun posto dove andare, se non da ISIS. Esattamente questa è stata la loro strategia in Iraq: ora vogliono trasformarla in una strategia globale.

Dirlo a voce alta è contemporaneamente assurdamente stupido e barbarico da far gelare il sangue. Tutti stiamo provando un milione di emozioni violente in questo momento. Io sono furioso con questi terroristi. Sono disgustato dalla loro violenza e distrutto per le famiglie che hanno perso dei cari. Ma sapete cosa?

Non verrò manipolato, dobbiamo rimanere uniti. So che suona male, so che suona scontato, ma rimane la verità. Perchè è esattamente ciò che ISIS NON VUOLE. Quindi se siete membri del Parlamento o lo siete stati, e andate in giro a promuovere odio, ora che la cosa di cui abbiamo bisogno è l’amore, state aiutando ISIS. Ce l’hanno detto loro.

Se siete un leader di comunità islamica e dite agli altri musulmani che l’occidente non è un posto per loro, o se siete un non-musulmano che dice in pratica la stessa cosa, state aiutando ISIS. Ce l’hanno detto loro.

O se siete solo qualcuno con un account Facebook o Twitter, che spara messaggi di odio alla cieca, state aiutando ISIS. Ce l’hanno detto loro.

E sono abbastanza sicuro che in questo preciso momento, nessuno di noi vuole aiutare questi bastardi

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Cioè dai…ma che è?

Dopo un discorso come quello di Waleed Ali, c’è davvero poco da aggiungere. E’ vero. Il fatto che gli uomini che hanno colpito il teatro Bataclan a Parigi e i bar circostanti fossero o meno legati ad ISIS da un legame diretto non ha impedito loro di uccidere tutti quegli innocenti. Ed è vero, ISIS rimane il gruppo terroristico militare più potente e di successo di tutti i tempi. Ma ISIS, in sè, rimane debole.

Non è il nostro “modo di vivere” ad essere sotto attacco, non dobbiamo scadere nella retorica duale di ISIS. Sono la nostra felicità e la nostra libertà ad essere minacciate. L’unico NOI contro LORO che esiste veramente è quello dove NOI siamo le persone che amano la pace e la libertà e LORO sono dei pazzi assassini. Se dovessimo cedere alle minacce di questo gruppo di disadattati coi fucili non saranno loro a toglierci la libertà, perchè mai e poi mai vedremo una bandiera dello Stato Islamico inalzata su un palazzo in Europa: non ne hanno semplicemente i mezzi, e non li avranno mai. La libertà ce la toglieremmo da soli, implementando misure di sicurezza assurde (come chiudere le frontiere, riempire di polizia ed esercito ogni piazza, vietare le maschere di Carnevale) dettate dalla nostra paura insensata, marginalizzando così una parte della nostra società la cui unica colpa è venire da un’altra parte del mondo e –ma non necessariamente entrambe le cose– credere in un Dio anche solo velatamente diverso da quello a cui siamo abituati noi. E’ abbastanza per essere maltrattati, spinti in un angolo, emarginati?

E peggio ancora, perchè rendere la vita di chi invece vive a poca distanza da questi pazzi, ed è veramente in pericolo di trovarseli sotto casa domani, ancora peggiore bombardandone le case e le strade? Per cosa? Per vendetta? Come disse Tiziano Terzani, non è bombardando i terroristi o i campi di terroristi che si sconfigge il terrorismo, ma eliminando le ragioni che li rendono tali.

Se proprio non riuscite a capirlo, forse per voi l’unica speranza è giocare a September 12. (No, davvero, fatelo)

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Laureato in una di quelle materie di cui si professa esperto anche il mio barista, mi sbraccio per non annegare nella mia misantropia. Odio quasi tutto, e quasi tutto odia me. Per rimanere nel personaggio, mi nutro quasi esclusivamente di alcolici, carne rossa ed aspartame, e solo perchè io e la nicotina ci siamo lasciati. Passo quindi le mie giornate a lamentarmi, a digrignare i denti e a scrivere, ma il tutto con una certa joie de vivre. Controverso è per me una scusa per dire quello che penso senza pagarne le conseguenze: mi occupo di politica per compiacere la mia famiglia, ma in realtà mi interessano solo i fumetti e i videogiochi.

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