PARIS, FRANCE - JANUARY 12:  French troops patrol around the Eifel Tower on January 12, 2015 in Paris, France. France is set to deploy 10,000 troops to boost security following last week's deadly attacks while also mobilizing thousands of police to patrol Jewish schools and synagogues.  (Photo by Jeff J Mitchell/Getty Images) ** OUTS - ELSENT, FPG - OUTS * NM, PH, VA if sourced by CT, LA or MoD **

Parigi ha tirato fuori il peggio di noi

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Quando ho sentito di ciò che è successo a Parigi stavo guardando negli occhi un amico parigino. Ho visto la sua sofferenza, quella fresca e un po’ incredula, una reazione genuina e giusta, ingenua e senza doppi fini. Dall’altro lato io ne ho provata una diversa, minore ma poliedrica, fatta di diversi elementi. Pena, per il mio amico, rabbia perchè come tutte le persone decenti io odio ISIS e i suoi lacchè, quel vago senso d’ansia per i miei cari a Parigi e un dispiacere soffuso, vago ma presente, che dovrebbero provare tutti alla nozione che della gente è morta ammazzata a colpi di fucile.

Però non #prego per Parigi. Primo perchè non credo in nulla a cui rivolgere le mie preghiere, secondo perchè non è Parigi la vittima degli attentati di questa notte, non lo sono la Francia, la democrazia o la libertà.
Le vittime sono persone, esseri umani. A Parigi, ma anche a Baghdad e a Beirut. Persone che io non conosco, persone che probabilmente mi sarebbero potute stare pure antipatiche, persone che in comune hanno solo due cose: 1) si trovavano nel posto sbagliato al momento sbagliato e  2) non si meritavano assolutamente di finire come sono finite. Mi dispiace, onestamente, che qualcuno sia morto così, e spendo un pensiero veloce per le famiglie delle vittime, più occupato a pensare “mammamia pensa se succedeva a me” che a provare della vera empatia per persone che non conosco.
Qualcuno (pochi) della vera empatia l’ha provata veramente e qualcun altro invece è sociopatico abbastanza da sbattersene in toto. La maggior parte di noi però, suppongo, non ha provato sensazioni diverse dalle mie.

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Le reazioni “ammesse” quindi sono DUE. Sofferenza “acuta” perchè qualcuno che conosci è morto/poteva morire, e sofferenza “lieve” perchè è brutto quando la gente muore. E’ concessa  magari una riga di rabbia  per lo sdegno  contro ISIS o ancora meglio  contro i sette assassini.
Basta. Finito.
Il modo migliore per manifestare il lutto è stare zitti, cazzo. Al massimo una riga, gentile, ma con la distanza rispettosa che si ha nei funerali, per far sapere a chi ha la sofferenza acuta che ci fanno pena. Chiuso. Il problema però, è che a questo non sembra esserci arrivato quasi nessuno. Se fosse un funerale, sarebbe come se tutti si fossero presentati urlanti con megafoni e bandiere con su scritto “Potevo Essere Io“.

Ho letto così tante scemenze, qualunquismi e reazioni indecenti che ci potrei scrivere sopra un manuale intero: cosa NON dire dopo un attentato islamico. Non ne ho il tempo però, e soprattutto, non ne ho voglia, quindi mi limiterò ad elencare quelle che secondo me sono le più cretine che una persona possa avere ad una violenza insensata come quella di ieri.

(Sia chiaro: le reazioni “sceme” potete anche concedervele. Qui non si critica chi queste reazioni le ha avute, ma chi ha pensato bene di farlo sapere al resto del mondo. Ognuno ha il diritto di avere le reazioni che vuole, quello che si chiede, è che almeno non vengano rese pubbliche.)

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1) Egocentrismo

Eravate a Parigi fino all’altro ieri? Eravate a LIONE un mese fa? Una volta avete fatto lo scalo al Charles De Gaulle? Bravi. NON C’ERAVATE.
Non eravate lì. Non gliene frega un cazzo a nessuno che “potevo essere io”. E’ indecente che qualcuno perda anche solo un secondo della sua vita a scrivere su internet senza vergogna l’ansia che prova LUI all’idea di aver calpestato i pavimenti del Bataclan in passato. Posso capire chi si trova a Parigi (ma magari era a tre kilometri dalle sparatorie), lui un po’ d’ansia deve averla, ma solo perchè ora la città in stato d’emergenza dev’essere invivibile. Gli altri però, dovrebbero veramente stare zitti. Da questo punto, derivano quasi tutti gli altri punti sottostanti. Centoventotto persone sono morte, e riesci solo a pensare a te stesso? Bocciato.

2) Empatia (quella palesemente esagerata)

Da Marzo 2011 a Giugno 2015, in Siria sono state ammazzate 230.000 persone. A quelli che stamattina hanno voluto condividere con il mondo la loro atroce sofferenza, gli emoji con le lacrimucce, i pianti in foto (!) per la sorte di 128 persone a Parigi (o 127, o 153, o “almeno 120“, a seconda della fonte), vorrei chiedere se hanno fatto simili scenate per ognuno dei siriani, degli afghani, degli iraqeni, dei nigeriani o dei somali che sono stati vittima di violenze identiche a quelle sofferte dalle vittime di Parigi. No? Che peccato. E’ perchè non sono bianchi? Di sicuro è un gran bel difetto da avere. Se volete piangere, piangete, la morte è una cosa brutta ed essere scioccati dall’inaudita violenza di ieri è solo qualcosa di sano, ma quanto vanesio devi essere per postarlo su Facebook? Vedi il punto 1.

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la bandiera olandese poi è una chicca

3) Antagonismo

Anche questo è collegato al punto 1. Matteo Renzi che dice: “Attaccano il nostro modo di vivere”, mi ha fatto mettere le mani nei capelli. Chi? Sette assassini in FRANCIA, attaccano il nostro modo di vivere? La retorica antagonista del “noi contro loro”, Fallaciana, è quanto di più ridicolo si possa sentire ormai. Non c’è un “loro”, e sono abbastanza sicuro che non ci sia nemmeno un “noi”. Sentirsi sotto attacco, sentire la propria civiltà sotto attacco per un evento come quello di ieri è una psicosi seria. Le vittime, ripetiamolo, sono le persone. Non l’Occidente, l’Europa o qualche nozione vaga di civiltà occidentale (perchè siamo tutti fratelli, vero? Però poi ai mondiali è sempre “mangiarane e crucchi di merda”).

4) Sciacallaggio

E’ morta della gente, cazzo. Riuscite a non specularci sopra? Per quanto mi riguarda chiunque abbia fatto un euro su ‘sta storia andrebbe preso a schiaffi, e di sicuro non ho un gran rispetto per chi l’ha usata per mandare avanti la propria agenda politica (coff coff) o per fare bella figura o farla fare al proprio brand. Davvero, vergognatevi, siete i peggiori.

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5) Nazionalismo

Ancora peggio sono quelli che sentono di una tragedia in Francia e controllano se ci sono italiani. Si, due italiani comunque, ora riesci a provare qualche emozione in più? A fomentare questa idiozia di massa poi ci si sono messi pure i media, riempendo le pagine di titoli come “Attentati a Parigi…ora tocca a Roma”. Panico. Chissenefrega della Francia! ROMA! Ci attaccano!

La seconda parte ovviamente, cita misteriose fonti che su Twitter, a nome di ISIS avrebbero minacciato la nostra bella capitale. Insieme a New York, Londra, Washington, Mosca e ottocento altre città. Come fanno da quando esistono, e come facevano i loro predecessori vent’anni fa. E’ terrorismo, è il loro lavoro minacciare la gente. Da quando esiste il fondamentalismo islamico, quei pazzi hanno sempre minacciato tutto e tutti. Non è una novità. Non è che Jihadi John si è svegliato stamattina con una lista, ha messo una tacca su “Parigi”, e poi è passato al numero due sull’elenco: noi. Abdul, a chi tocca oggi? Roma. Cacchio, già?

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I famosi militanti ISIS che rilasciano dichiarazioni ad ANSA

E qui arriviamo alle due reazioni peggiori:

6) Paura

I peggiori sono quelli che adesso guarderanno storto chiunque abbia la pelle un po’ più scura. Da aggiungersi alle vittime, chi soffrirà di più questo atto atroce sono tutti quelli che, colpevoli solo di essere arabi o di fede musulmana, saranno maltrattati, denigrati ed attaccati da tutti quei cerebrolesi che ora agitano i forconi. Gente che, animata dalla propria minuta visione del mondo, pensa seriamente che ci sia un’invasione in corso, che domani potrebbe succedere a loro, che ci sia una specie di network internazionale della jihad che, con brillanti uffici sotterranei nemmeno fosse la Spectre coordina uno sforzo unitario anti-occidentale mirato a trasformarci tutti in piccoli musulmani, o ucciderci se ci dovessimo ribellare. Il becero, con la mentalità egocentrica che solo giocare troppo a Call of Duty ti può dare, è già lì che accarezza il fucile e pensa che sparerà per primo. E tristemente, probabilmente lo farà.

E si che non ci vuole un genio a capire che l’unica cosa organizzata in tutto questo è l’Asse Raqqa-Pontida. E’ il leghista, il fascista, il migliore amico del jihadista. Perchè senza il jihadista pazzo col kalashnikov, l’untore intollerante ed islamofobo à la Salvini, à la Le Pen, non avrebbe potere. E viceversa! Il terrorismo NON FUNZIONA, se non c’è una formazione politica opposta ad usarlo, dall’altro lato. Non può esserci Abu Bakr al Baghdadi, se non c’è una Marine Le Pen a dire “visto?? visto??”.

Più bombe scoppiano, più la gente ha paura.

Più la gente ha paura, più i musulmani d’Europa, del mondo, verranno mal visti e maltrattati.

Più i musulmani vengono mal visti e maltrattati, più si radicalizzano.

Più si radicalizzano, più bombe scoppiano.

Il ciclo dell’odio è infinito, ed alimentato dai coglioni che sentendo di una bomba in Francia, inizieranno ad avere paura del kebabbaro sotto casa, e iniziano a parlare di chiudere le frontiere e mettere la polizia davanti alle moschee. Ma chiudere le frontiere a chi? Ai rifugiati? A gli stessi che da questi pazzi assassini stanno scappando?

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7) Islamofobia

Per finire, anche se –e comunque no– per ogni 1000 rifugiati ci fosse 1 terrorista, le gigantesche cagate che ho letto oggi, più di quanto ne vengano scritte in generale, sono ingiustamente offensive per 999 persone. Non ci vuole un’educazione superiore per prendere le scemenze scritte dalla Fallaci e tornate in auge ultimamente e accartocciarle. Chiunque si possa considerare un essere umano decente è in grado di concepire che l’Islam ha ben poco a che vedere con il terrorismo (e viceversa), e che prendersela con i musulmani per i fatti di Parigi è un po’ come prendersela con i cristiani per il Nazismo. Il fatto che una religione caghi un’ideologia non rende quest’ultima parte della religione. Anzi, spesso è proprio il contrario.

In Birmania i monaci buddhisti massacrano i musulmani da anni. Il Buddhismo è una religione violenta? Eppure sono monaci! Rappresentano la loro religione anche più di quanto un jihadista rappresenti l’Islam. Chiaro che è una cagata. In genere quelli che la pensano diversamente tendono a stare zitti, ben consci dell’impopolarità delle loro opinioni cretine. Fatti come quelli di Parigi però sono come dei semafori verdi, danno ragione -agli occhi degli sciocchi- a queste figure. Personaggi sbraitanti sui palchi di mezza Europa indicano l’Ungheria e dicono “guardate! A Budapest non è successo nulla! Perchè? Perchè loro hanno una politica di immigrazione forte! Perchè loro non fanno entrare gli immigrati!“.

E uno che non ha studiato, che non sa un cazzo di come funziona la politica e che in genere tende a farsi gli affari suoi, ovviamente pensa “uh, è vero“. Poco importa che una buona percentuale di immigrati non sia nemmeno di fede musulmana. Il fascistello becero medio nemmeno sa dove sia, l’Eritrea.

E comunque, non è vero. I rifugiati che stanno affollando le nostre frontiere sono la conseguenza, non la causa del terrorismo. Andare a buttare ancora più bombe sulla Siria non distrugge i terroristi: li crea. Prendersela con loro, anche solo accennare alla possibilità folle che qualcuno si metterebbe nella condizione in cui si trova il migrante standard solo per venire qui da noi a darci fastidio, è ridicolo e vergognoso.

"A quelli che danno la colpa degli attacchi di Parigi stanotte ai rifugiati. Non vi rendete conto che questi sono quelli da cui i rifugiati stanno scappando?"
“A quelli che danno la colpa degli attacchi di Parigi stanotte ai rifugiati. Non vi rendete conto che questi sono quelli da cui i rifugiati stanno scappando?”

Quello che è successo a Parigi, lo ripeto, è uno schifo. Ma la vera vittoria del terrorismo è stata oggi, nei commenti della gente, nei leader europei che promettono più bombe sulla Siria, nei patetici qualunquismi dell’utente del social network, nel fatto che sempre più persone pensano che sia il momento di inalzare muri, e non di accogliere chi scappa da un nemico comune.


Menzioni Onorevoli: Gli hashtag, le foto profilo con il tricolore (su quelli che poi nel 2006 urlavano “Francia merda”, lasciamo perdere), quell’orrendo simbolo della pace misto a Tour Eiffel [edit: di Banksy,  di coso, lì, come si chiama, ma comunque bruttarello ed abusato], dare del “buonista” a chiunque ti faccia notare che stai scrivendo scemenze, rosicare amminchia quando ti si fa notare che sei un fesso, sono tutte reazioni del cazzo, ma purtroppo Facebook will be Facebook.

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Laureato in una di quelle materie di cui si professa esperto anche il mio barista, mi sbraccio per non annegare nella mia misantropia. Odio quasi tutto, e quasi tutto odia me. Per rimanere nel personaggio, mi nutro quasi esclusivamente di alcolici, carne rossa ed aspartame, e solo perchè io e la nicotina ci siamo lasciati. Passo quindi le mie giornate a lamentarmi, a digrignare i denti e a scrivere, ma il tutto con una certa joie de vivre. Controverso è per me una scusa per dire quello che penso senza pagarne le conseguenze: mi occupo di politica per compiacere la mia famiglia, ma in realtà mi interessano solo i fumetti e i videogiochi.

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