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Ho chiuso con I F*cking Love Science

in Scienza/Società di

Stavo riordinando i pensieri sul tanto necessario pezzo sui Marò che dovrei scrivere, quando sono inciampato sull’ennesimo articolo di I Fucking Love Science (da qui in poi IFLS) (nda, mamma, non sto dicendo parolacce online, è il nome del sito!) che mi ha fatto storcere il naso. Per chi non sapesse cos’è – e no, non ve lo linko, uscite dalla vostra caverna! -, IFLS è un sito/pagina facebook/canale youtube e prossimamente anche un canale televisivo sulla scienza, la divulgazione scientifica e la lotta alla pseudoscienza. Insomma, qualcosa che il nostro Valerio avrebbe voluto fondare.

Scrivo questo articolo soffrendo. Soffro perchè viste le premesse, a me IFLS piaceva un botto. Quando è nato nell’ormai lontano 2012 era solo una paginetta Facebook gestita dalla cazzutissima eroina mediatica Elise Andrew che sparava quattro-cinque immagini al giorno, divertenti e/o interessanti sulla scienza. Uno spettacolo. Poi è dovuto marcire. Scrivevo qualche riga più sopra di aver incontrato l’ennesimo articolo che mi ha fatto storcere il naso perchè è ormai da un anno che IFLS risulta ormai discutibile. Già capitale del clickbait della rete per i suoi titoli un tantino fuorvianti, ho sempre chiuso un occhio, ma da oggi basta: con IFLS io ho chiuso. Ed ecco perchè dovrebbero chiudere anche i miei novanta amici su Facebook che hanno messo like alla pagina, e perchè a questo punto dovreste chiudere anche voi.

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Esempio di un titolo di IFLS ad fallum canis, con correzioni in rosso di un gentile utente anonimo della rete

IFLS fa della vera e propria disinformazione.

E voglio che sia chiaro. Queste cose non me le sto inventando io, ma sono leggibili su innumerevoli blog in giro per l’internet. Personalmente ho più volte letto titoli discutibili di articoli del sito in questione, sicuramente scritti per attirare un maggior numero di click (vedere per esempio gli articoli sul qualcosa che avrebbe mangiato uno squalo bianco in Australia, scritti in modo da far credere che l’articolo avrebbe rivelato chissà che verità su un mega-squalo-mangia-squali, quando in realtà l’articolo vomitava informazioni già vecchie sul fatto che probabilmente lo squalo particolarmente piccolo in questione era stato fatto a pezzi da uno squalo di taglia normale o poco sopra la media), ma poi ho trovato anche esempi più lampanti. Brian Koberlein scrive per esempio degli articoli di IFLS sulla “famosa” mini-glaciazione del 2030. IFLS non solo ha pubblicato l’articolo con informazioni false, ma ha in seguito ad asprissime critiche della comunità scientifica – o di chiunque ne sapesse un accidente, comunque – pubblicato un articolo con toni un po’ diversi. Non con delle scuse, non con delle modifiche all’originale, ma con dei toni semplicemente più morigerati riguardo alla famigerata era glaciale.

Può un sito che si erge a muraglia contro l’ignoranza della rete permettersi di pubblicare vere e proprie puttanate senza nemmeno prendersi la briga di ritrattarle? Può farlo quando ha 21 milioni di like su Facebook e la sua stessa fondatrice ha più di 70.000 followers su facebook, oltre che centinaia di migliaia di followers su Twitter? Come dice Koberlein,

questo non è un fallimento di comunicazione, è una volontaria promozione di ignoranza […] quindi il sito si dovrebbe chiamare “Siamo interessati solo alle visite, la Scienza può andare a farsi fottere”

Nadia Drake del Knight Science Journalism dell’MIT (il Massachussetts Institute of Technology, una delle università migliori del mondo) poi ci fa notare che anche tra le prime immagini di IFLS, quando era ancora un’innocente paginetta no-profit, ci sono delle vere e proprie scemenze, come questa foto di un serpente della california, dove la foto è stata photoshoppata per rendere il serpente più accattivante e in nessun modo simile alla verità. E già qui, uno che sta cercando una pagina con notizie scientifiche, con queste premesse, può andare a cercare altrove.

Ma la cosa peggiore è che IFLS, ora cresciuta da pagina Facebook a vero e proprio mini-impero mediatico (perchè questo è il termine appropriato per chiamare qualcosa che ha un sito, una pagina Facebook con 20 milioni di fan, un canale su Youtube e un canale televisivo), è coinvolta in più di un problemino per infrazione di copyright e plagio. Oops!

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Immagini di IFLS, in rosso quelle non accreditate, in giallo quelle accreditate solo con link, in blu quelle accreditate. Sulle prime 100 immagini pubblicate.

IFLS ama la scienza, ma non gli artisti

Scandalo ormai dell’anno passato è la completa assenza di riguardo che IFLS sembra aver avuto per la proprietà intellettuale delle immagini che ha usato per diventare ciò che è ora. Come abbiamo fatto notare all’inizio, IFLS ha principalmente postato immagini prese in giro per la rete per diventare famosa ed ottenere i primi milioni di fan, il problema è che secondo dei calcoli fatti da Alex Wild dello Scientific American nel 2013, solo il 26% delle immagini pubblicate da IFLS sono state accreditate. Il che sarebbe anche accettabile se IFLS fosse una paginetta: Controverso, dopotutto, ha pubblicato delle immagini non accreditate sulla sua pagina (e ce ne vergogniamo pure). Controverso però è un blog di tre persone con più amici su facebook che like sulla pagina, non di certo un’attività commerciale con venti e più milioni di audience, un negozio online e un canale televisivo. Non è accettabile che una pubblicazione con un seguito come quello di IFLS si permetta di fare soldi – e tanti – senza accreditare gli autori delle immagini che posta: quel che è peggio, è che accreditare poi non è spesso nemmeno abbastanza. Le immagini vanno comprate, e molti degli artisti, fumettisti ed illustratori che hanno creato i materiali di IFLS negli anni non hanno ricevuto un cent. E’ il caso dell’artista Katie Campbell, i cui disegni – stampe per magliette – sono stati usati dalla Andrew e il suo sito senza permesso, su un sito dove la stessa Andrew vende le sue magliette.

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Sembra che dal 2013 le immagini usate su IFLS inizino ad essere accreditate, e che Andrew tenda a correggere in fretta i suoi errori sul sito. Ma citando uno spettatore di Science Online nel Marzo 2014,

Elise Andrew risolve i problemi di IFLS quando glielo si chiede, ma perchè la gente deve continuare a chiederglielo?

Accuse di Plagio

C’è poi il caso di plagio da parte di Andrew e di IFLS per quanto riguarda i gioielli che molti di voi forse avranno visto: collanine, braccialetti ed orecchini a forma di molecole chimiche. Carini, un po’ nerd, una grande hit con le vostre fidanzate. Il problema è che i gioielli, in vendita sullo shop online di IFLS sono in realtà copie perfette di creazioni dell’artista Raven Hanna per la pagina Made With Molecules. Il caso, esploso nel 2014, ha portato all’attenzione del pubblico il fatto che Andrew – a conoscenza del fatto che gioielli identici, fatti a mano e di argento fossero fatti da Hanna, ha comunque messo in vendita sul suo online store delle copie prodotte in serie, guadagnandoci un pacco di soldi. A Hanna e a Made with Molecules non è mai arrivato un quattrino.

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Notate qualche somiglianza?

Ora, su questo caso è cresciuta poi un’enorme diatriba, con le parti accusanti che si sono trovate di colpo circondate da centinaia di migliaia di fan di IFLS, che un po’ come gli scientologisti le hanno anche aggressivamente aggredite. Come si può vedere tra i commenti qui, le scuse sono state molteplici.

Mi dispiace, ma per quanto io non possa confutare il secondo passaggio, il primo è al livello dei calzini al mercatino con scritto sopra “Piuma” al posto di Puma. Legalmente hai anche ragione tu, Piuma non è Puma, e no, non ho il copyright sulla forma delle molecole, ma stai comunque facendo un botto di soldi sulla mia idea, e quindi ai miei occhi sei uno stronzo (nda, scusa mamma).

Altro che baluardo della lotta alla disinformazione e sito di informazione scientifica. IFLS si è rivelato un sito (e con lui tutti gli altri sbocchi mediatici del brand) dove nel nome delle visite si sacrifica la veridicità dei contenuti e dei titoli, e nel nome del guadagno online si specula sulla produzione artistica altrui senza avere almeno la decenza di scusarsi. Un vero e proprio nido dello schifo.

Visto che la rete per quanto mi riguarda è già invasa dal peggio del peggio, personalmente rimpiango il fatto che anche uno dei pochi siti che seguivo si sia rivelato scadente. Menomale che ci rimangono Giap e xkcd.

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Laureato in una di quelle materie di cui si professa esperto anche il mio barista, mi sbraccio per non annegare nella mia misantropia. Odio quasi tutto, e quasi tutto odia me. Per rimanere nel personaggio, mi nutro quasi esclusivamente di alcolici, carne rossa ed aspartame, e solo perchè io e la nicotina ci siamo lasciati. Passo quindi le mie giornate a lamentarmi, a digrignare i denti e a scrivere, ma il tutto con una certa joie de vivre. Controverso è per me una scusa per dire quello che penso senza pagarne le conseguenze: mi occupo di politica per compiacere la mia famiglia, ma in realtà mi interessano solo i fumetti e i videogiochi.

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