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Io Vaccino: intervista a Miriam Maurantonio

in Scienza di

Domenica è stata resa ufficiale la morte di una bimba di circa un mese di vita a causa della pertosse in Emilia Romagna. Ancora troppo piccola per ricevere il vaccino, non è stata protetta dall’immunità di gregge, in preoccupante calo a causa delle martellanti campagne contro le vaccinazioni.

Questo evento ha certificato, ancora ce ne fosse bisogno, la necessità di tornare a parlare di vaccinazioni in modo serio, completo, senza disinformazione e senza paure: un confronto adulto e serio non è ulteriormente rimandabile e proprio con questa idea è nata la campagna ” #iovaccino no alla #disinformazione “. Ho voluto intervistare Miriam Maurantonio, che insieme ad Alice Pignatti sta dando anima e corpo affinché si raggiungano i risultati sperati. Madre di due bambini, Miriam è disponibilissima a parlare, quasi un fiume in piena, e ciò che segue è il riassunto di mezz’ora di conversazione.

 

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Valerio: innanzitutto grazie. Vuoi raccontarci come nasce la campagna e la petizione?

Miriam: per cominciare è importante precisare che campagna e petizione non nascono in conseguenza della morte di questa bambina, ma erano già attive da prima. Alice ha creato la petizione ed ha condiviso la sua esperienza e la sua testimonianza sul mio blog (la figlia neonata ha avuto la pertosse, fortunatamente superata). Successivamente un’altra mamma ha voluto a sua volta condividere la sua testimonianza sul mio blog, e ancora altre mamme hanno espresso questo desiderio. Solo che dopo due, tre testimonianze ho pensato che la petizione doveva essere spinta al fine di farla diventare virale e non cadere nel dimenticatorio: consultandomi con Elisa di Minerva – Associazione di divulgazione scientifica e con il gruppo di mamme dell’Emilia che gestisco, ho fatto una selfie, creato l’hashtag #iovaccino e mi sono “lanciata”. Il caso ha voluto che pochi giorni dopo arrivasse la notizia della morte della bimba, rendendo giustizia al valore di ciò che stavamo facendo partire.

Valerio: come valuti l’attuale situazione dei vaccini in Italia e quali obiettivi si pone la vostra campagna?

Miriam: la situazione la trovo davvero critica, pensa che leggevo che la soglia d’immunità nella zona di Rimini è scesa all’84% contro il 94% di Bologna: cifre sotto ogni livello di sicurezza, e che preoccupano tutti. Con la campagna chiediamo l’obbligo delle vaccinazioni per i bambini che andranno a scuola, e naturalmente ci stiamo impegnando per portare la petizione a livello nazionale chiedendo un piano unico delle vaccinazioni, attualmente delegato alle singole regioni. Stiamo già avendo molti riscontri al di là delle singole testimonianze: Alice è stata contattata da moltissimi giornali ed anche tv, domani ad esempio sarà su Italia Uno, ma il riscontro più bello è il coinvolgimento delle mamme, che mandano foto, fanno video e si impegnano con noi a diffondere la campagna: siamo riuscite a smuovere la situazione, insomma.

Valerio: secondo te da dove nasce questa paura dei vaccini?

Miriam: quello che ho capito è che gli antivaccinisti sono più organizzati di noi. Utilizzano canali più immediati e di facile reperibilità, sui social network sono presenti in modo massiccio, fanno incontri e congressi, vendono libri… noi siamo molto più indietro: le ASL non hanno materiali aggiornati, non organizzano eventi, non sono presenti e disponibili sul momento per chi ha dei dubbi, non comunicano con le persone. Ovviamente con una comunicazione così efficace gli antivaccinisti ottengono grandi risultati: ma lo stato dovrebbe imporsi e non permettere questa cattiva informazione, su cui, tra libri e convegni, c’è anche del lucro. Purtroppo non tutti sono in grado di capire cos’è meglio per il proprio figlio, subendo la comunicazione spesso emozionale e d’impatto. Gli antivaccinisti sono una macchina da guerra insomma, e manca anche una memoria storica, dato che la nostra generazione non ricorda le malattie contro cui hanno combattuto i nostri genitori e nonni.

Valerio: la campagna è nata in un gruppo di mamme di Facebook, ma spesso si sentono, in gruppi simili, forti voci antivacciniste. Nel tuo gruppo c’è un controllo in questo senso?

Miriam: certamente! Il gruppo è nato nel giugno 2013 e, sebbene all’inizio ci fosse neutralità, abbiamo deciso quasi subito di essere un gruppo dichiaratamente pro-vaccini, l’unico ad oggi, grazie anche alla presenza di ben 16 figure professionali, dal pediatra al virologo dell’università al biotecnologo e via dicendo. Altri gruppi sono l’esatto contrario, in quanto le admin sono assolutamente anti-vaccini. Bisognerebbe chiudere questi gruppi, poiché vanno contro la scienza, divulgando cose non vere.

Valerio: come vedi la situazione della divulgazione? Perché è così difficile far passare le corrette informazioni?

Miriam: non trovo giusto che persone come me ed Alice si debbano esporre in prima persona: lo Stato deve darsi da fare, chiudere i siti che fanno cattiva informazione, attivarsi 24 ore su 24 per rispondere ai dubbi delle madri. So che è un lavoro ma è necessario e ci deve essere qualcuno. Io ho retto un gruppo che oggi è arrivato ad 11.000 partecipanti, ma dovrebbe essere lo Stato, le associazioni di categoria e gli ordini professionali a farsi carico di tutto questo. Bisogna che si torni a “buttarsi” tra le persone, parlare direttamente offrendo sicurezza e non silenzi, e bisogna informare sul web e sui social network, far crescere gruppi come il nostro e creare una “rete di corretta informazione“.

 

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Tutti gli obiettivi di Miriam e di Alice, le loro richieste e le loro speranze sono pienamente condivise da noi di Controverso, che sostiene senza alcuna remora la campagna #iovaccino e la relativa petizione, raggiungibile a questo link.

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In direzione dei 40, dopo una laurea in psicologia opero nel settore della disabilità. Controverso Magazine arriva per me nel momento giusto, dato che il mio ego necessitava di un contenitore ancora più ampio dei precedenti. Pertanto mi troverete qui a dialogare (ma anche a dilagare) sulle tematiche più disparate, che facilmente possono includere la ricerca scientifica, la divulgazione ed i complotti. Non disdegno questioni di attualità o argomenti più frivoli, che affronto comunque in modo quanto più possibile razionale e con quel filo di cinismo che mi rende lo zio alla lontana, un po’ stronzo ed egocentrico, che quasi tutti vorremmo avere.

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