Funziona, fidatevi.

La bambina mangiata dagli sciacalli ed il giornalismo di Stamina

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Prendetemi per quello che sono: cambio spesso idea, ed anche stavolta l’ho fatto. Avrei voluto parlare di animalisti (e deviazioni varie), ma una notizia ha colpito la mia attenzione in questi giorni, in riguardo al (famigerato?) metodo Stamina.

Non voglio tornare ad analizzare il metodo nel suo dettaglio, o almeno voglio evitare di ripetere qualcosa che ho già scritto. La notizia è semplice: uno dei soggetti che avevano ricevuto le infusioni, una bambina di due anni e mezzo circa, è morta.

Ho un gatto in braccio, posso trattare l’argomento con molta calma.

 

Funziona, fidatevi.
Funziona, fidatevi.

Cosa (non) è Stamina credo lo sappiate, alcuni punti mi interessa approfondire.

*Innanzitutto, di cosa era malata la bambina? Il nome è di quelli che impressionano perché si sente poco e se ne sa ancora meno: Niemann Pick (tipo A, per i più pignoli). Volendo sintetizzare al massimo, è una malattia genetica ereditaria (entrambi i genitori devono essere portatori, ed in tal caso la probabilità di ereditarla è 1 su 4. Mendel e i piselli, qualcuno ricorda?) in cui l’incapacità, parziale o totale, di sintetizzare un enzima provoca gravi deficit fisici e mentali, conducendo alla morte in pochi anni, salvo alcune varianti che insorgono in età più avanzata e con un decorso più lento (ma inevitabile). Ad oggi, non c’è cura.

Questo è un piccolo riassunto, per aiutare chi ha abbandonato la biologia al suo destino quando ancora era minorenne, cosa che feci anch’io in realtà, salvo riprenderla in mano tardivamente. Tuttavia, almeno per me è semplice capire una cosa: se una malattia è genetica, si tratta di un “errore” nel DNA che i nostri genitori ci passano concependoci, e tale errore fa funzionare nel modo sbagliato i sistemi che ci tengono in vita: gli studi genici sono agli albori, per quanto riguarda la pratica (sequenziamento, se non vi intimorisce la parola).

Stante così il funzionamento, c’è una domanda da farsi: può una (presunta) terapia che, a dire del creatore, stimola a produrre neuroni, intervenire su un problema genetico (e quindi una condizione già stabilita prima della nascita) che agisce su tutto l’organismo? È un po’ come spingere una porta dove c’è scritto “tirare”: non hai alcuna base non dico medica, ma addirittura logica per poter pensare che funzioni.

Importante è segnalare come abbia discusso con una ricercatrice per meglio capire come potrebbe funzionare la questione ed anche lei mi ha confermato che in Italia si sa poco di Staminali (non Stamina) e terapie geniche: mi ha segnalato le cure svolte da Naldini che hanno curato sei bambini (lui sì). Forse è su questa mancanza di certezze che Stamina appoggia il suo tentativo di legittimarsi.

La malattia della bambina ha dunque poco a che fare con Stamina: ed allo stesso modo ne ha la sua morte, con ogni probabilità dovuta al naturale evolversi della malattia stessa. Sarebbe da discutere se le infusioni abbiano accelerato questo processo, dato che l’immissione di corpi estranei (cellule trattate col metodo) può condurre a degenerazione o infezione.

Il punto è un altro: se giovedì scorso ho parlato di Iene, questa volta è il turno degli Sciacalli. Esiste un giornalismo, di cui non vorremmo avere notizia e che invece è in prima pagina, che utilizza la morte della bambina per tornare alla carica contro la scienza, che fa schifo, testualmente: perché la bambina era migliorata con le infusioni (ma le cartelle cliniche lo negano) e perché si è negata l’ultima dose di terapia (grazie ad un rigurgito di coscienza di alcuni medici, prima fieri sostenitori del metodo).

Bloccare Stamina è stato più che giusto, ma purtroppo tardivo: andava fatto prima che la cosa fosse pubblicizzata, prima che nascessero speranze, prima che un imbonitore la cui ultima idea per sottrarsi alla giustizia è stata quella di candidarsi in politica (venendo miseramente trombato, peraltro) godesse di esposizione mediatica senza alcun contraddittorio.

 

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Il mio gatto, altro che 007. Terapeutico come nient’altro.

Non è scienza quella che gioca con la vita dei malati e le speranze dei familiari, e non è giornalismo quello che eleva a messia un santone. Non sono articoli da proporre quelli che usano una morte probabilmente inevitabile per indicare complotti, collusioni e poteri forti, strillando di medici e governi al soldo di Big Pharma.

Ma allora parliamo di giudici che cercano di imporre il metodo pur non sapendo come funziona la malattia o il metodo stesso. E parliamo dei ricatti morali e delle minacce lanciate per fare sensazionalismo da parte dei due “patrigni” di Stamina, che affermano come questo sia un omicidio di Stato e che chi si è rifiutato di fare le infusioni dovrà rispondere a qualche giudice arrabbiato.

Viviamo in un paese che fa fatica a progredire anche per questo: figure che in una nazione attenta alla ricerca non avrebbero spazio, qui da noi vengono elevate a salvatori della patria, e giornalisti che dovrebbero ringraziare la scienza di essere vivi preferiscono piuttosto sputare nel piatto dove hanno mangiato fino a saziarsi.

PS: notizia di oggi, è uscito il primo testo scientifico su Stamina, che sostanzialmente ne conferma la mancanza di qualunque fondatezza, come volevasi dimostrare. Qui nel dettaglio.

Avrei voluto parlare di cose più frivole, ma così come per i vaccini mi è naturale quantomeno essere sdegnato.

Questo articolo è stato originariamente pubblicato il 5 Giugno 2014 su Il Ballo del Cervello


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In direzione dei 40, dopo una laurea in psicologia opero nel settore della disabilità. Controverso Magazine arriva per me nel momento giusto, dato che il mio ego necessitava di un contenitore ancora più ampio dei precedenti. Pertanto mi troverete qui a dialogare (ma anche a dilagare) sulle tematiche più disparate, che facilmente possono includere la ricerca scientifica, la divulgazione ed i complotti. Non disdegno questioni di attualità o argomenti più frivoli, che affronto comunque in modo quanto più possibile razionale e con quel filo di cinismo che mi rende lo zio alla lontana, un po’ stronzo ed egocentrico, che quasi tutti vorremmo avere.

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