Omeopatia 1

Guido Silvestri: sette richieste sull’omeopatia

in Scienza di

Francesco, 7 anni, è un bambino morto per un’encefalopatia sviluppatasi da un’otite, non curata ma trattata con l’omeopatia.

Questo uno dei temi più scottanti e discussi (il medico omeopata ed i genitori sono adesso indagati per omicidio colposo), che ha generato sui social network una forte discussione tra chi sostiene che non vi sia alcuna scientificità nell’omeopatia e chi invece ne pubblicizza l’efficacia.

Come spesso accade in questi casi, i toni si sono sollevati quasi subito con scambi di accuse reciproche anche pesanti. Sul come funziona l’omeopatia, se funziona e perché dovrebbe funzionare, la trattazione rischia d’essere troppo lunga e non è la sede adatta. Preferisco rimandarvi ad ottimi articoli divulgativi (Salvo Di Grazia alias MedBunker ha realizzato un’ottima guida, ad esempio) che spiegheranno con termini semplici che l’omeopatia, in realtà, non contiene nulla. Nessun principio attivo, nessun componente che possa curare una qualsivoglia patologia.

Tuttavia va osservato che i preparati omeopatici sono detraibili dalla dichiarazione dei redditi annuale, de facto equiparandone il trattamento fiscale ai normali farmaci allopatici. Questo ingenera non poca confusione, suggerendo una qualche apertura da parte del Sistema Sanitario Nazionale nei confronti dell’omeopatia. Confusione stimolata anche dalla presenza, in Toscana, di presidi di omeopatia presso le strutture ospedaliere pubbliche (questione oggetto di recenti polemiche tra la stessa Regione Toscana e l’ISS).

Immagine presa da MedBunker

In questo quadro estremamente intricato si inserisce la voce di Guido Silvestri. “Cervello in fuga” e Professore ordinario di Patologia Generale presso la Emory University di Atlanta, negli Stati Uniti, ed a capo della Divisione di Microbiologia ed Immunologia dell’università, Silvestri di recente è salito alla ribalta perchè incaricato dal Movimento 5 Stelle di sviluppare una posizione strategica per il partito in merito all’obbligo vaccinale da poco fissato dal governo, che sia rispettosa delle evidenze scientifiche e non lasci spazio a false credenze e complottismi. Un compito non facilissimo, viste le controverse esternazioni sul tema da parte di diversi esponenti 5 Stelle, al punto che lo stesso Silvestri ha dovuto porre un chiaro aut-aut per proseguire nel suo lavoro.

Silvestri si è esposto e speso in prima persona anche sul tema dell’omeopatia, formulando sul suo profilo Facebook (e successivamente tramite una petizione online) sette richieste sull’omeopatia da inoltrare al Ministero della Salute ed alla sua titolare, Beatrice Lorenzin.

Certi della necessità di chiarezza, riportiamo le richieste e ci uniamo a Silvestri nel farle nostre:

Caro Ministro Lorenzin,

All’indomani della tragedia del piccolo Francesco, Le chiediamo pubblicamente di:

1. Affermare chiaramente che il principio base dell’omeopatia, “similia similibus curantur”, e’ un principio che non ha alcun valore scientifico.

2. Affermare chiaramente che il metodo con cui i “rimedi” omeopatici sono preparati, cioè l’induzione di “memoria dell’acqua”, non ha alcun valore scientifico.

3. Affermare chiaramente che i “rimedi” omeopatici, per le diluizioni praticate, di fatto non contengono NIENTE, ed in particolare nessun principio attivo in grado di trattare alcuna malattia. E che quindi, come tali, possono solo funzionare da “placebo” nel migliore dei casi, mentre possono causare danni anche mortali se ritardano l’uso di interventi medici appropriati.

4. Affermare chiaramente che tutta l’evidenza clinica disponibile (vedi https://www.nhmrc.gov.au/…/att…/cam02a_information_paper.pdf dice che, esattamente come previsto, i “rimedi” omeopatici non hanno dimostrato alcun beneficio per nessuna condizione clinica.

5. Invitare, dal suo pulpito istituzionale, tutti i professionisti della Sanita’ (medici, farmacisti, veterinari, infermieri, amministratori), le loro associazioni professionali (ordini, societa’, etc), e le loro strutture educative (facolta’ di medicina, di farmacia, etc) a condividere senza tentennamenti queste incontrovertibili verita’ scientifiche.

6. Attivarsi immediatamente per impedire il fatto che “rimedi” omeopatici, che non contengono NIENTE, siano pagati dai contribuenti italiani in alcune regioni in quanto forniti dal servizio sanitario, o detraibili dalla dichiarazione dei redditi.

7. Affermare chiaramente che l’omeopatia, come l’anti-vaccinismo o il negazionismo dell’AIDS, e’ una forma di negazione della scienza che provoca gravi danni al tessuto culturale medico e scientifico del nostro Paese.

A noi piacerebbe aggiungere alcuni altri punti alle richieste di Silvestri:

  • Escludere dalle farmacie i preparati omeopatici, confinando l’omeopatia nelle sedi che le competono, al pari di quanto detto sopra. Le farmacie devono tornare ad essere luoghi dove i prodotti venduti siano di provata efficacia.
  • Applicare anche in Italia, prendendo esempio dalla class-action contro la Boiron promossa in California nel 2011, le modifiche derivanti dalla stessa: segnalazione tramite disclaimer della mancanza di provata efficacia scientifica del preparato ed indicazione della non conformità dello stesso alla definizione ufficiale di farmaco rilevabile sul sito AIFA.
  • Dichiarare di conseguenza che la dicitura “farmaco omeopatico” è errata in quanto portatrice di confusione e che il suo uso debba decadere.
  • Inquadrare la prescrizione di farmaci omeopatici da parte di medici affiliati al SSN come “malpractice sanitaria” e prendere, di conseguenza, adeguati provvedimenti nei confronti di chi, prescrivendo metodi notoriamente inefficaci, inganna il proprio paziente.

Ricordate che in omeopatia, a seguito di diluizioni e sussuzioni (usando la terminologia “tecnica”) il principio attivo che dovrebbe curarvi è presente quanto una molecola in una piscina con lati lunghi 106 anni luce (!!!) e che la preparazione richiede l’utilizzo, tra gli altri strumenti, di una Bibbia (!!!) su cui scuotere il preparato.

Se tanto non vi basta, è difficile aversi ancora qualcosa da dire.

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In direzione dei 40, dopo una laurea in psicologia opero nel settore della disabilità. Controverso Magazine arriva per me nel momento giusto, dato che il mio ego necessitava di un contenitore ancora più ampio dei precedenti. Pertanto mi troverete qui a dialogare (ma anche a dilagare) sulle tematiche più disparate, che facilmente possono includere la ricerca scientifica, la divulgazione ed i complotti. Non disdegno questioni di attualità o argomenti più frivoli, che affronto comunque in modo quanto più possibile razionale e con quel filo di cinismo che mi rende lo zio alla lontana, un po’ stronzo ed egocentrico, che quasi tutti vorremmo avere.

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