alex

Come diventare intellettuali incompresi

in Cultura/Società di

Un giorno qualcuno ha detto che il mondo è dei belli. Negli anni ottanta spopolava David hasselhoff con la sua Supercar, negli anni 90 tutte volevano ricevere almeno uno sguardo da Luke Perry. Il mondo era dei belli, e nessuno poteva farci niente.
E i brutti? I brutti hanno atteso, si sono adattati e come secondo le più feroci leggi Darwiniane, si sono evoluti per non soccombere.
Hanno iniziato a compensare fisicità da stenditori di panni con espressioni tormentate, capelli stopposi e sempre unticci con citazioni di Bukowski e ed allusioni a cineforum monografici sul giappone medievale.

E così è successo: il mondo è diventato degli intellettuali. Sono loro adesso i veri Sex symbol: Nerd, poeti maledetti, Alessandro D’Avenia.

Tipico esempio di intellettuale che secondo me scopa un casino

Ma in un’epoca in cui tutti scrivono e nessuno legge, come si fa a distinguersi dalla massa e dimostrare di essere un vero intellettuale, completamente diverso dal marasma di scribacchini da Starbucks? Semplice: in poche rapide mosse.

1) Citare, citare e citareCome ha detto qualcuno le citazioni sono un surrogato a basso costo di una vera cultura, o qualcosa del genere. E chissenefrega, dovete rispondere. L’effetto infatti è assicurato e sappiate che anche Fabio Volo se tirato fuori al momento giusto può far battere qualche cuore. Specie se volete iniziare a pescare nel bacino delle quattordicenni con crisi affettive. Sappiate solo che una citazione può darvi la risposta perfetta ad ogni domanda. Del tipo:

A: Hai studiato per l’esame?
B: Le università non sono altro che scuole di galateo per la non-identità middleclass che normalmente trova la sua migliore espressione fuori dell’università nelle schiere di ville da ricchi con prato e TV in ogni salotto dove tutti guardano la stessa cosa nello stesso momento.
A: Sì, tutto molto bello, ma hai studiato?
B: No, c’avevo Judo.

Consiglio per i più esperti: Le citazioni greche o  latine tirano un casino.

2) L’italiano è too mainstream. Stampatevelo bene in testa. Qualsiasi cosa diciate, ditela utilizzando quanti più inglesismi o francesismi tedeschismi potete, magari alludendo di tanto in tanto al fatto che per voi è difficile tradurre certe parole visto che pensate direttamente in lingua. Voi non aggiornate la gente, voi breefate. Non seguite qualcuno, lo followate.
I libri ovviamente si leggono in edizione originale perché ultimamente i traduttori italiani fanno errori troppo grossolani per  rendere godibile un pomeriggio passato a rileggere per l’ennesima volta Tender is the night. La stessa cosa ovviamente vale per film e serie Tv, il doppiaggio italiano è scaduto. ormai di un film capisci il senso vero solo se lo guardi con sottotitoli in polacco.

p.s.: non mancare però di sottolineare che – nonostante tutto – la cultura è made in italy.

3) e a proposito di serie tv, non potete guardarle tutte indiscriminatamente. Ci vuole criterio, o volete forse tirare fuori il riassunto dell’ultima puntata di Grey’s anatomy mentre rollate del golden virginia al bar del centro sociale? Quindi ecco un elenco pronto e rapido di serie tv che un intellettuale incompreso potrebbe guardare:

  1. Il trono di Spade (ovviamente in lingua originale e solo per ricordare quanto sia diverso dai libri)
  2. House of Cards
  3. Downtown Abbey (per indulgere in quel lato un po’ dandy che ogni intellettuale incompreso ha)
  4. Sherlock
  5. True Detective (esclusivamente la prima stagione, la seconda dovete odiarla)
  6. Bob’s Burger (perché anche l’intellettuale si deve divertire, e ormai i simpson sono so overrated)

4) Ogni buon intellettuale incompreso ama i libri. Non ama leggere, non fraintendetemi, lui ama letteralmente i libri. Se potesse se li porterebbe a letto, e non manca mai di farlo notare a chiunque abbia l’ardire di usare un Kindle davanti a lui. Il Kindle è il male. L’intellettuale non può vivere senza sniffare la carta, non passa mai più di una settimana lontano da una libreria, magari registrando i propri accessi con 4square, e si porta sempre dietro almeno una copia consunta del giovane Holden, o di qualsiasi libro di sufficientemente alto valore letterario ma allo stesso tempo abbastanza conosciuto da mostrare al volgo la propria superiorità culturale.  Tipo un libro di Dostoevskij.
Ma vanno bene anche altri autori. Per esempio Mark David Chapman, l’assassino di John Lennon, non usciva mai senza la propria copia del giovane Holden.

Consiglio per gli esperti: il modo migliore per far capire al mondo di essere veri appassionati di libri? Usate i social! il vostro nome su facebook o twitter dovrebbe essere quello di un personaggio cartaceo. Possibilmente non Edward Cullen.

5) Odiare i Mac, e trovare quante più storpiature possibili per chiamare chi li usa. I mac sono mainstream, delle macchine mangiasoldi, macchine che non servono a nulla. roba da frocetti incapaci di usare un vero computer etc etc etc. il vero intellettuale usa i pc. Certo, a meno che non abbia un mac. In quel caso tutto il suo essere dovrà girare attorno alla mela morsicata, ormai diventata un simbolo. La vita che deve essere succhiata fino al midollo, le cose. Etc etc etc. Chiaro no?

6)  L’intellettuale deve avere almeno un libro incompiuto sepolto da qualche parte tra i cassetti del proprio ufficio, che poi è camera sua ma chiamarlo ufficio dà quel tocco in più. Gli appunti di tal libro sono ammassati in una ventina di moleskine sapientemente sparse per borse, zaini e scrivanie. Ovviamente tal libro non può essere un romanzo come gli altri, come minimo dovrebbe essere catalogato sotto la sezione saggistica, o quantomeno romanzi sociali.  Se scritto usando il flusso di coscienza è meglio. Il flusso di coscienza va un casino quest’anno.

consiglio per gli esperti: Aprire un blog su tumblr e pubblicare stralci di questo romanzo incompiuto vi farà apparire un casino appetibili.

7) La musica è il vero tocco di classe del maestro, nessun vero intellettuale indipendente può avere una playlist casuale. Sappiate poi che Itunes, media player e tutte le cagatine che usavate per ascoltare la vostra roba ora sono mainstream. Adesso si usa spotify, che è mainstream allo stesso modo ma permette di condividere ed essere mobili, quindi è un programma socialmente stimolamente ed intellettualmente….mettete un aggettivo voi va.
Autori, cantanti e gruppi devono essere scelti con criterio. Ma per i più pigri abbiamo preparato un pacchetto di base valido per ogni tipo di intellettuale:

  1. Sigur Ros, non possono mai mancare quando si tratta di stracciamento di maroni. Potete citare i loro testi, in lingua ovviamente, e dichiarare di ammirare il pragmatismo entropico delle loro parole.
  2. Mumford & sonsBon Iver, Antlers e chiunque abbia la faccia da boscaiolo scappato dal set di the village.
  3. Jim Morrison e ricorda: se non sai chi l’ha scritta, è di Jim Morrison.

E ricordatevi: criticare, criticare e criticare. Un vero intellettuale non è niente senza una massa informe e priva di qualsivoglia interesse sociale e culturale. L’intellettuale deve sollevarsi dalla bolgia di cervelli inebetiti e frustarla a colpi di Tweet, facebook, Tumblr. Esprimete voi stessi tramite citazioni e spargete intellettuosità.

Ora siete pronti. Procuratevi degli occhiali senza lenti, qualche amico con cui discutere e magari una pipa. Evitate di pettinarvi al mattino e…soprattutto, tenete sempre a mente:

 

Questo articolo è stato originariamente pubblicato il 23 aprile 2014 su Il ballo del cervello.

Commenti

commenti

Tags:

Aspirante giornalista, aspirante scrittrice, aspirante dominatrice del pianeta e aspirante cittadina di un paese in cui tutti vengano trattati alla stessa maniera, ho iniziato a scrivere un nefasto giorno della mia infanzia e da allora non ho più smesso. Femminista un po’ per caso e paladina dei diritti civili per vocazione, ho un sogno del cassetto: arrivare al governo ed istituire il reato di stupidità manifesta. Su Controverso parlerò di tutto ciò che non va nel mondo e nei suoi abitanti, il che ci garantirà argomenti di discussione per i prossimi dieci anni.

Ultimi articoli di Cultura

Vai In cima