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Come sprecare di meno nel mondo reale

in Società di

 

Il problema della spazzatura è uno mondiale. Nell’Oceano Pacifico c’è un’isola galleggiante di schifezza grande come la Spagna, molte nazioni non sanno più cosa farsene delle montagne di spazzatura, altre ne sono letteralmente sotterrate, e nuovi studi annunciano che se continuiamo così, nel 2050 i nostri mari conterranno più plastica che pesce. Proviamo a pensare in piccolo però. Locale. Non sto parlando nemmeno dei problemi dell’Italia, di Napoli, o della nostra città. Partiamo dalla nostra vita. C’è qualcosa che possiamo fare per migliorare la situazione? Non da soli, certo. C’è qualcosa che TUTTI possiamo o dovremmo fare per migliorare la situazione? Certo.

Ma siamo seri: la stragrande maggioranza di noi, anche se turbata dalla cosa, non è pronta a cambiare radicalmente il proprio modo di vivere per risolvere la situazione. Gli inviti dai guru dell’ambiente a non usare più l’aereo, a barattare la station wagon con il tandem, a diventare vegan, bio, riciclato, all-nature, chemical-free, solar-powered e a piantarci pale eoliche in giardino, sono un po’ come i “fumare fa male” detti ai fumatori.

Grazie. So che sarebbe meglio, ma nah.

Nel migliore dei casi, i cambiamenti che ci vengono proposti rendono tutto MOLTO più difficile. Nel peggiore, sono consigli dati arrogantemente senzax pensare al fatto che renderebbero tutto MOLTO più costoso. Io adorerei avere la casa tappezzata di pannelli solari ed usare solo il treno, ma finchè l’indipendenza energetica di una casa di periferia normale costa 20.000 dollari, e andare a Parigi in treno costa circa 5 volte più dell’aereo (o dura 18 ore), sono tutte parole a vuoto.

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4 cambi, 17 ore, 348 euro? Per l’ambiente questo ed altro!

Ogni tanto poi mi imbatto in video come questo:

Dove, se non conoscete l’inglese, due ragazze giovani e di bell’aspetto degli Stati Uniti ‘bene’ (correggetemi se sbaglio, ma non sembrano essere di Detroit) spiegano dei “semplici modi per vivere senza produrre rifiuti”. A cura di una “Guru del Trash-Free” (nda. è un lavoro?), tra cui c’è

  1. Portarsi un barattolo di vetro al bar quando prendi il caffè
  2. Comprare il miele e lo shampoo sciolti al supermercato

Grazie, Ambiente Girl, per avermi illustrato questi fantastici metodi per vivere bene e amici dell’ambiente nei paesi dei balocchi che sono l’East Village di Manhattan, Seattle o Venice Beach. Forse questi consigli possono avere un minimo senso in qualche comune di Amsterdam o Berlino, o magari a East London dove ormai se non vai al bar a mangiarti i cereali d’importazione non sei nessuno.

Nel mondo vero però, questi consigli sono fuffa. Specialmente da noi nel Belpaese, dove se vai al supermercato e compri DUE carote, le devi mettere in un sacchettino di plastica e ci devi piazzare sopra uno sticker colloso con il prezzo (sul sacchetto, non sulle carote), e dove se arrivi al bar e chiedi un macchiato nel barattolo di vetro, minimo minimo il caffè te lo macchiano con la saliva (nota bene: non m’interessa se la vostra bakery milanese non è così, stiamo parlando del mondo vero, ricordate?). Che dire poi di andare al bar la sera con il barattolo della marmellata, e farselo riempire di spritz? Suvvia.

Ma una cosa queste hipster naturaliste hanno ragione: se TUTTI ci impegnassimo a sprecare un po’ di meno, probabilmente i nostri nipoti avranno ancora dell’acqua in cui fare il bagno. Poca, ma ce l’avranno. E non parliamo di consigli assurdi come quelli citati prima, non parliamo di diventare di colpo l’Unabomber. Ma di non esagerare con lo spreco. Dal basso della mia esperienza di persona NORMALE, con una vita NORMALE quindi, ecco i dieci consigli su come sprecare meno, nel mondo reale.

1. L’Acqua Minerale

Piantatela di comprare l’acqua minerale in bottiglia. Risparmierete un sacco di soldi ed eviterete di buttare via UN SACCO di plastica. Una persona media beve due bottiglie di acqua al giorno, il che vuol dire che una famiglia di quattro persone, se va bene, fa fuori una confezione da sei ogni giorno. La quantità di plastica che buttate è allucinante. Non siamo in Somalia, l’acqua del rubinetto è fondamentalmente identica a quella che comprate al supermercato comunque, o credete che l’imbottiglino in cima ai monti come nelle pubblicità? Concesso, non tutti viviamo in condomini con tubature d’eccezione. Ci sono dei posti, tipo la casa della mia ragazza, dove l’acqua di rubinetto è schifosissima. Un filtro per il rubinetto costa al massimo quaranta euro. Che è una settimana di acqua, per voi che comprate le bottiglie. Vi piace l’acqua frizzante? Il SodaStream è un ottimo regalo di compleanno, una tantum.

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2. Al Bar

“Te lo faccio in plastica?” chiede sempre il mio barista, perchè sa che una volta uscito a bere fuori dal bar mentre i miei amici fumano, avrò meno voglia di tornare dentro e riportargli il bicchiere in vetro. “No”. Perchè fare un metro in più di strada probabilmente vi farà bene. Oppure potete rimanere dentro. E se voleste fare un altro giro, riusate lo stesso bicchiere. A meno che non ordiniate uno Champagne dopo esservi presi una Moretti piccola (?), non vi costa nulla farvi riempire lo stesso bicchiere. Altrimenti il barista il bicchiere di plastica lo butta, perchè non gli è permesso lavarlo e riutilizzarlo. Solo voi potete permetterglielo, e lui probabilmente sarà più felice. Inoltre, se non bevete dalla cannuccia, chiedete attivamente al barista di non darvela. Perchè di nuovo, lui dopo la butta via. Lo stesso vale per cappellini, ombrellini, palmine e stronzatine che nel vostro bicchiere non servono a nulla, e diventerà tutta spazzatura tra trentacinque secondi netti.

3. Fazzoletti

Prendete esempio dai nostri papà (o almeno dal mio), e se siete dei soffiatori abituali, munitevi di un fazzolettino di seta. Magari inscriveteci sopra le vostre iniziali. Fa molto chic, ed eviterete di riempire sacchetti interi di carta mocciolata. Non potete lamentarvi che vi fa schifo riusare il vostro stesso fazzoletto. E’ tutta…farina del vostro sacco.

checchè ne dicano gli hipster, i fazzoletti si USANO
checchè ne dicano gli hipster, i fazzoletti si USANO

4. Al Supermercato

Anche nei supermercati normali, portatevi il carrello o una borsa di tela. Cosa ve ne fate di centinaia di sacchetti di plastica io non lo so. Costano, per Dio. Se proprio vogliamo ammettere che il carrellino fa un po’ “Signora Anziana“, una borsa di tela fa sciccoso ed è virtualmente la stessa cosa.

5. Muoversi in città (e fuori)

La comodità del mezzo di trasporto è senza dubbio qualcosa di difficile da accantonare. Ma se non andate di fretta e non è troppo lontano, andate a piedi. Molto probabilmente la camminata vi farà bene, e vi troverete a scoprire qualcosa della vostra città che non avete mai visto prima. Dovete andare lontani, dovete andare da soli di notte e non vi sentite sicuri, abitate a Settimo Torinese? Carpooling. Che in una macchina siate in cinque o in due, la macchina consuma uguale. Ovvio che non può andare sempre bene, ma ricordiamoci che queste sono piccole cose che costano poco, nelle giuste condizioni, e che la gente si ostina comunque a non fare per pigrizia.

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6. Riciclaggio

In moltissime città italiane ormai è d’obbligo, ma i più (compreso me stesso, almeno agli inizi, sigh) hanno sempre ignorato la cosa. Eppure, e ve lo dico da pigrone totale, non costa niente. La carta con la carta, l’umido con l’umido, la plastica con la plastica e le bottiglie di vetro da sole. Il vantaggio, per noi e per l’ambiente, è enorme e la fatica fatta nel dividere la vostra spazzatura è davvero nulla. Fortunatamente, in molte Città Metropolitane, se non ricicli scatta il cazziatone ed in alcune anche la multa…quindi questo non è tanto un consiglio quanto un memo.

7. La Carta Regalo

Confusa da me per molti anni come psicosi/ossessione materna, il riciclaggio della carta regalo è qualcosa che per me ora è una religione. Quando vi fanno un regalo, apritelo in modo civile (cioè senza strappare tutto all’aria, non avete più cinque anni), e poi piegate la carta e mettetela da parte con i fiocchi e gli spaghi, se riusabili. C’è un’ENORME possibilità che prima o poi il regalo dovrete farlo voi, e avrete già la carta per impacchettarlo. La carta da regalo tende anche ad essere sempre molto bella, quindi davvero, perchè buttarla, se poi tanto andrete a comprarne altra?

8. In cucina

In cucina si spreca sempre un sacco senza che ci se ne accorga. In Italia poi, dove per noi il cibo e il pasto sono sacri, ci diamo dentro particolarmente. E’ necessario usare due piatti? Non possiamo davvero mangiare il secondo nel piatto del primo? Provate a pensare alla quantità di sapone che si risparmierebbe nel pulire il piatto a scarpetta prima del secondo, e poi riusarlo. E ancora, siamo sicuri di aver sempre bisogno del coltello? Con la pasta al pomodoro, a cosa cavolo serve il coltello? Ad essere lavato dopo, anche se non l’abbiamo praticamente usato? Dai nostri cari che hanno fatto la guerra (o sono stati cresciuti da chi l’ha fatta) poi, imparate l’arte del riciclo degli avanzi. Avete fatto troppo risotto? Domani arancini o riso saltato. “Saltalo” è una risposta abbastanza universale per liberarsi il giorno dopo degli avanzi del pasto del giorno prima, e spesso e volentieri vengono fuori delle cose assai sfiziose. Infine, dico a te, studente fuorisede. LAVA i piatti. Usare piatti e posate di plastica per non lavare è inaccettabile.

In alternativa, potete usare le bottiglie dei vostri coinquilini per soluzioni artistiche
In alternativa, potete usare le bottiglie dei vostri coinquilini per soluzioni artistiche

9. Condizionatori

Un condizionatore produce circa 17 kg di CO2. Ora, anche qui, io capisco alcuni di voi. Quando fanno 40°C all’ombra, anche io ho voglia di piazzare le natiche su un condizionatore che spara aria a 13 gradi. Ma è necessario tenere il condizionatore acceso 24 ore al giorno su 11 gradi, quando fuori ce ne sono 30? E’ necessario avere il riscaldamento a 25 gradi d’inverno? Con un’inverno come questo 2015-2016, in cui ha a malapena fatto freddo, che scusa abbiamo per sprecare energia, quando potremmo semplicemente metterci una maglia, dormire sotto il piumone, o prenderci un ventilatore d’estate? Volete essere mega-hipster poi? Il ventaglio va un casino, d’estate.

10. Fai-Da-Te

Se non è rotto, non buttarlo. La tendenza ultimamente è di gettare via qualsiasi cosa non funzioni più come prima. Questa logica del ricambio è una delle maggiori cause dello spreco e dell’accumulo di rifiuti. Pensate solo alla quantità di cellulari che avete cambiato negli ultimi cinque anni. O di vestiti che avete buttato via perchè vecchi, o perchè non vi piacevano più. Se c’è uno strappo, rattoppatelo. Se qualcosa non funziona, riparatelo. Il fai-da-te (con i suoi limiti, nessuno pretende che vi mettiate a riparare i vostri monitor a cristalli liquidi o che vi improvvisiate elettricisti) può dare enormi soddisfazioni, e nel mondo degli hipster e del vintage, la toppa può essere un fashion statement non da poco. Macchie incurabili e strappi osceni sulle magliette poi non squalificano il povero capo d’abbigliamento dall’essere usato per lo sport, per i lavori di casa o come straccio per il pavimento.

"Se non è rotto...riparalo finchè non lo diventa"
“Se non è rotto…riparalo finchè non lo diventa”

Come sottolineato all’inizio dell’articolo, non sono un guru dell’ambiente. Non predico che tutti rinuncino alle cose che li rendono felici nella vita. Io stesso sono molto lontano dall’essere moralmente un “giusto”, almeno quando si parla di ambiente. I consigli che ho appena scritto sono inezie, bazzeccole. Cose che molti di voi -spero- mi rinfacceranno essere ovvie e scontate. Ci sarà il solito che morirebbe, se non mi dicesse nei commenti che “DUH, io lo faccio da decenni” (grazie comunque, non vivrei senza i tuoi commenti) e bravo lui. Davvero. Bravo! Il problema è che invece tanti queste cose, anche le più piccole, non le fanno, non attivamente almeno, per pigrizia o disinteresse. E per quanto riguarda lo stato attuale del nostro pianeta, dell’ambiente che ci circonda, ormai la pigrizia e il disinteresse non sono più accettabili.

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Laureato in una di quelle materie di cui si professa esperto anche il mio barista, mi sbraccio per non annegare nella mia misantropia. Odio quasi tutto, e quasi tutto odia me. Per rimanere nel personaggio, mi nutro quasi esclusivamente di alcolici, carne rossa ed aspartame, e solo perchè io e la nicotina ci siamo lasciati. Passo quindi le mie giornate a lamentarmi, a digrignare i denti e a scrivere, ma il tutto con una certa joie de vivre. Controverso è per me una scusa per dire quello che penso senza pagarne le conseguenze: mi occupo di politica per compiacere la mia famiglia, ma in realtà mi interessano solo i fumetti e i videogiochi.