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Ho deciso di fare qualche domanda al presidente di Provita sull’ “ideologia gender”

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Chiunque abbia un profilo facebook si sarà imbattuto in qualche modo nel video contro l’ideologia di gender sponsorizzato e promosso da Provita Onlus, un’associazione che si batte per belle cose come il blocco del ddl Scalfarotto, l’abolizione della Legge 194, il non riconoscimento delle unioni omosessuali, la terapia riparativa per curare quelli che si prendono la gay e la difesa delle famiglie italiane dall’agenda delle lobby LGBT.
Insomma, brava gente.

 

Visto che prima di questo episodio non avevo mai sentito parlare da nessuna parte di Ideologia di gender, ho cercato di informarmi leggendo e rileggendo ogni articolo a riguardo. Metti davvero che gli uomini sessuali si siano infiltrati nelle scuole per rendere tutti i bambini gay e transgender? Io poi dove lo troverei un toy-boy a 60 anni quando mio marito passerà il tempo ad infrattarsi con la badante ucraina? Sono cose a cui una deve pensare.
Tutto ciò che ho trovato, nonostante fosse assolutamente imparziale e privo di faziosità, si trovava su siti di militanza cattolica. per esempio questo interessantissimo articolo della diocesi di Roma, quello sul sito dell’Unione Cristiani Cattolici Razionali (Visto? C’è scritto che sono razionali, quindi sono affidabili). Mi sono poi venuti in aiuto  Riscossa cristiana e Paenitentiaria apostolica.
Eppure io ancora non avevo mica ben capito cosa fosse questa Idologia gender. Dannate lobby LGTB che dominano l’internet e mistificano l’informazione.

Così ho deciso di prendere in mano la situazione e scrivere ad Antonio Brandi, presidente di Provita e mente dietro ai supereroi che stanno salvando l’Italia. Insomma, il Nick Fury di noialtri. Chi meglio dell padre di un’associazione laica e scientifica poteva rispondere alle mie domande?
Gli ho scritto, e lui ha gentilmente risposto.

 

#1 Provita si batte spesso contro l’educazione sui ruoli di genere. Mi spiega in cosa consistono?
Secondo le teorie del Gender, il nostro sesso biologico, maschio o femmina, conta poco o nulla. Sarebbe indifferente essere biologicamente maschi o femmine quanto alla nostra “identità di genere” e ai nostri comportamenti anche sessuali. L’idea del maschile e del femminile sarebbero soltanto costruzioni culturali e sociali, frutti dell’educazione ricevuta. Perciò si devono educare i bambini dalla tenera età a credere che le differenze fra maschio e femmina non vengono dalla natura  e che avrebbero la libertà di essere qualsiasi cosa essi vogliano: maschio, femmina, trans, bisex ecc..Ve ne sarebbero 56 di generi.

Brutte e cattive teorie gender che vengono utilizzate per promuovere l’ideologia gender. La mia domanda però era  sui ruoli di genere.
Per chi non lo sapesse, i ruoli di genere consistono in una serie di norme generalmente associate a maschi e femmine in un determinato sistema. Si parla di norme comportamentali che associano ad entrambi i sessi stereotipi sociali in ambito famigliare, lavorativo, emotivo e decisionale.
L’educazione sui ruoli di genere non è altro che il tentativo di far superare a bambini e ragazzi questi stereotipi, senza far dare loro per scontato che una femmina debba essere schizzinosa e un maschio giocare con il camion dei pompieri, o che uomo debba mantenere la famiglia e la donna sfornare figli e fare l’infermiera.

Ovviamente anche io trovo disgustoso che si propinino certe cose ai bambini. Insegnanti e psicologi, dovreste vergognarvi. Come credete possano crescere queste povere creature se mettete loro in testa cose del genere, eh? Spedite subito le signorine ad un corso di economia domestica mentre i ragazzi vanno a giocare a calcio e ad imparare ad aggiustare i lavandini, che c’è sempre bisogno.

Va però riconosciuto al signor Brandi di aver portato a sostegno delle proprie parole un articolo di divulgazione preso da un sito di alto valore scientifico e sociologico: Marieclaire.

# 2 Secondo lei mostrare ai bambini un uomo che stira o una donna che pilota un aereo significa educare all’omosessualità?
Assolutamente no, la promozione della omosessualità e della transessualità che vede nei libretti ed i vari progetti delle autorità locali del network RE.A.DY sono una cosa diversa. Quello che lei dice serve solo a confondere i bambini e a dargli questa “illusoria libertà” di essere quello che vogliono. Dico illusoria perché una volta strappati dalle loro radici naturali senza riferimenti si sentiranno sempre più soli.

Ma certo che vedere un uomo alle prese con un ferro da stiro confonde i bambini! E se poi pensassero che anche ai maschi è permesso fare certe cose? E se dopo aver assistito ad un tale spettacolo di depravazione volessero diventare cuochi? E se si mettessero in testa di stare a casa per accudire i figli mentre la moglie va al lavoro? Ma vi rendete conto di cosa stiamo parlando? Volete gettare il nostro mondo nell’anarchia? Deviati.

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È proprio vero, una donna che piloti un aereo non solo è pericolosa per i bambini, ma anche per se stessa in quanto si è sradicata dalle proprie radici naturali, e così facendo si sentirà sempre più sola, quindi depressa. E se la depressione aumenta, la fanno volare quando ha il ciclo e si suicida schiantandosi con tutti i passeggeri?
Poi si sa che donna al volante pericolo costante.

 #3 Se a scuola insegnassero a suo figlio che non deve accanirsi su un compagno di classe più sensibile perché questo non lo rende meno maschio, lei cosa gli direbbe una volta arrivato a casa?
Che hanno ragione gli insegnanti e che nessuno (omosessuale, obeso, disabile ecc,..) deve essere abusato o insultato.

Qui c’è un piccolo problema di fondo: io non ho mai nominato l’omosessualità. Ho solo parlato di compagno di classe più sensibile. Partire dal presupposto che un bambino con una spiccata sensibilità sia gay non è che vi metta in buona luce quando vi presentate come progressisti.
però il concetto generale secondo cui nessuno dovrebbe essere emarginato dagli altri è anche condivisibile, e sono certa che tutti apprezzeranno lo sforzo. Però paragonare un omosessuale ad un disabile non è un po’ tirata per i capelli? Io lo dico per voi. Sembrate un po’ omofobi quando tirate fuori perle del genere.
Solo un po’ eh.

 

#4 Avete lanciato una petizione “sull’educazione affettiva e sessuale nelle scuole”, perché?
Siamo molto preoccupati per l’attuale campagna pro ideologia del gender negli asili nido dove si fanno leggere e/o comprare fiabe come “Nei panni di Zaff”, “il Bell’Anatroccolo” che promuovono la transessualità; “Perché hai due mamme?, “Perché hai due Papà“ o “Piccola storia di una famiglia” che promuovono le famiglie omogenitoriali o “Quale è il segreto di Papà “ che, come tanti altri, promuove l’omosessualità. Ingenti somme sono spese dalle Autorità locali per diffondere tali “strategie”. Decine e decine di questi libretti sono presenti in centinaia di biblioteche comunali. Se passa il decreto Fedeli, che vuole introdurre l’educazione al genere nelle scuole, erogando 200 milioni di euro a questo fine, tutto ciò diverrà obbligatorio. Non ci sembra una priorità quando le nostre scuole cadono a pezzi.

Sono furbi questi del ministero. Il  disegno di legge (non decreto, disegno) Fedeli viene presentato come necessario al fine di combattere ogni forma di violenza basata sui modelli socio-culturali di donne e uomini per sradicare i pregiudizi, i costumi, le tradizioni e le altre pratiche basate sull’idea dell’inferiorità della donna o su ruoli stereotipati per donne e uomini, in particolare introducendo «nei programmi scolastici di ogni ordine e grado dei materiali didattici su temi quali la parità tra i sessi, i ruoli di genere non stereotipati, il reciproco rispetto, la soluzione non violenta dei conflitti nei rapporti interpersonali, la violenza contro le donne basata sul genere e il diritto all’integrità personale, appropriati al livello cognitivo degli allievi. 

Ma a me pare ovvio che sia tutta una strategia per inserire l’ideologia gender nelle scuole e trasformare tutti i futuri uomini in froci con la gonna.  Dopotutto chiunque può capire quanto sia disgustoso un libro come Nei panni di Zaff, che insegna ai bambini che è giusto essere ciò che si sente di essere senza vergognarsene. Dove andremmo a finire se eliminassimo la vergogna dai sentimenti da imporre ai nostri figli? Le bambine vorranno travestirsi da pirata e i maschi da fata? le femmine vorranno il pasqualino e i maschi Barbie magia delle feste?

Mi raccomando, se volete impedire questo scempio firmate tutti la petizione di Provita. Io per esempio l’ho appena fatto, firmandomi come Idiota Omofobo, e mi hanno subito accettata. Visto come sono democratici? Non devi nemmeno dimostrare di essere una persona vera per accedere ai tuoi diritti!

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 #5 Cosa ne pensa del gioco del rispetto?
Una strategia che porta alla sessualizzazione precoce dei nostri bambini in linea con gli standard sull’educazione sessuale dell’OMS che, a titolo di esempio, per i bambini da 0 a 4 anni prevedono:
-gioia e piacere nel toccare il proprio corpo, masturbazione infantile precoce;
-il diritto di esplorare le identità di genere. 
e per i bambini da 4 a 6 anni:        
-sfatare i miti sulla riproduzione (ad es. in alcuni paesi si racconta ai bambini che i neonati sono “portati dalla cicogna”);
-consolidare la propria identità di genere;
-sensazioni legate alla sessualità (vicinanza, piacere, eccitazione) come componenti della gamma di sensazioni umane (devono essere positive; non devono includere la coercizione o il far del male);
-relazioni con persone dello stesso sesso; 
-diverse concezioni di famiglia.
Dove queste “strategie educative” sono state applicate hanno causato aumento delle violenze ed abusi sessuali e della pedofilia.   Veda il rapporto commissionato dall’Home Office (Ministero dell’Interno Inglese)  ed il rapporto sulla pedofilia dell’Australian Institute. Riguardo al rapporto inglese vi è un’ importante osservazione da fare e che risponde anche alla sua domanda riguardo all’educazione dei bambini sui stereotipi di genere. Lo studio mostra gli impatti negativi di questa “educazione sessuale” ma offre come soluzione l'introduzione o il rafforzamento dei "gender studies".  La logica è la seguente: gli stereotipi femminili o maschili imposti fin da piccoli dalla pubblicità, dalla musica, dalla TV, producono una sessualizzazione precoce dei giovani con molti effetti negativi. Ora il gender mira a eliminare fin da piccoli l'identificazione in questi stereotipi e quindi elimina anche gli effetti negativi. Così potrebbe sembrare che sessualizzazione precoce e gender sono antitetici tra loro. In realtà, non è così, e noi non siamo favorevoli verso tutti gli "stereotipi". Ci sono degli stereotipi effettivamente negativi e sono quelli (tipici della pubblicità) che mostrano donne iper-sessualizzate, svestite, con forme perfette e irreali, e gli uomini muscolosi, ecc… Questi "stereotipi" sono negativi e anche noi vogliamo eliminarli. E’ sufficiente vedere e il rapporto dell’American Psychological Association (APA), anche sull’effetto dei Media.
Veda anche un sondaggio effettuato in Inghilterra dall’Istituto di Ricerca Pubblica (Public Policy Research – IPPR) fra giovani donne di 18 anni, riguardo all’impatto del porno sulle loro vite, veda l’immagine che riporta i dati principali.
Ma il gender, con la pretesa di combattere stereotipi negativi, cade nell'eccesso opposto, eliminando ogni specificità sessuale, e bollando come "stereotipo" ogni differenza naturale psicologica-comportamentale tra i sessi. Per una curiosa eterogenesi dei fini (tipica delle ideologie) la teoria gender arriva proprio a quella situazione che voleva evitare: avendo tolto alla biologia/natura la sua funzione normativa del comportamento sessuale, anche l'immaturità fisica (biologica-naturale) del bambino cessa di essere un ostacolo alla sua piena esplosione meramente sessuale come provato da quello che succede nei paesi dove queste strategie sono state applicate. Per questo non è un caso che i progetti gender contengano riferimenti all'attività sessuale precoce e che gli ideologhi del gender abbiano spesso promosso la pedofilia (mi riferisco a Mario Mieli, Alfred Kinsey e John Money).

Ma come! Vogliono spingere i bambini a masturbarsi a vicenda, ad avere relazioni con persone dello stesso sesso e a cambiare il proprio genere? Adesso mi sentiranno quelli che hanno redatto gli standard sull’educazione sessuale in europa!
Certo, loro fanno passare le loro linee come dettate dall’esigenza di rispondere in modo pedagogico a comportamenti specifici che già esistono nei bambini in modo da spingerli a comportarsi responsabilmente verso se stessi e verso gli altri, ma sono sicura che sia un complotto delle lobby della pedopornografia che vogliono spingere i bambini ad iniziare a lavorare sin da piccoli.

 

Ora, io uscirò per un momento dal mio ruolo di comica piccola sprovveduta che si beve qualsiasi stronzata, perché vorrei chiarire un paio di cose:

1) Il gioco del rispetto è studiato per trasmettere ai bambini il concetto di uguaglianza tra uomini e donne. Insegna a guardare oltre i preconcetti che nulla dovrebbero avere a che fare con la loro natura, e lo fa senza spogliare nessuno, senza masturbazione, senza violenza e senza affrontare i temi della sessualità.  Spiega ai bambini che tutti possono provare le stesse emozioni, non solo i maschi e non solo le femmine.

2) Trovo assolutamente criminale associare uno studio sull’ipersessualizzazione dei giovani agli standard educativi europei. Ma in fondo è anche meglio che sia stato inserito, visto che anche questo studio parla di disuguaglianza di genere. proprio quella che – guarda guarda – il gioco del rispetto si propone di eliminare.

3) Quindi alcuni stereotipi vanno bene ma altri no? Certo, suona molto nobile dire che le donne non dovrebbero sentirsi in dovere di essere super sexy e gli uomini di fare i machi. Eppure questi non sono le sole catene che relegano uomini e donne ad una visione medievale del proprio genere. Si parla di pari opportunità lavorative, accesso alla sanità, violenza domestica, bullismo. Tutte belle cose che forse se insegnassimo sin da piccoli ai bambini a vedere se stessi come persone e non come scatole rosa o blu da riempire con quattro stronzate, riusciremmo ad ottenere senza il bisogno di leggi che ricordino alla gente di trattare gli altri come esseri umani.
E ancora, fa notizia inserire uno studio sull’impatto porno tra gli adolescenti per impedire che ai bambini si insegni a rispettare gli altri vero? Ma le due cose che c’entrano tra loro? qual è il nesso? perché io proprio non riesco a vederlo.


Per concludere, in modo da chiarire il concetto: Non esiste alcuna ideologia gender. Non esiste alcuna agenda LGBT che vuole trasformare il mondo in un grande freak show popolato da transumani (si ringrazia il Cardinale Bagnasco per la definizione). Esistono gli atti di violenza contro gli omosessuali a cui gli attivisti cattonazisti rispondono con aria scandalizzata, dicendo che nessuno dovrebbe essere ammazzato di botte, senza però mai fare attivamente nulla per fermarli. Esiste il femminicidio. Esiste l’odio. Esiste la discriminazione ed esistono persone che cercano di debellarla insegnando a tutti il concetto di uguaglianza.

Esistono però anche individui che producono video utilizzando immagini prese da filmati russi pro-omofobia. Esistono persone che fanno disinformazione postando articoli e link a casaccio, facendo affidamento sul fatto che il gregge di pecore impaurite che li segue fedelmente non si prenderà mai la briga di leggersi documenti chilometrici, molti dei quali in inglese. Individui che forse sono consapevoli della miriade di cazzate che propinano a chi li ascolta. Ma che importa? L’importante è salvare i bambini dall’uomo nero.

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Come promesso, ecco la risposta di Provita al mio articolo.

 

Questo articolo è stato originariamente pubblicato il 23 aprile 2015 su il ballo del cervello

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Aspirante giornalista, aspirante scrittrice, aspirante dominatrice del pianeta e aspirante cittadina di un paese in cui tutti vengano trattati alla stessa maniera, ho iniziato a scrivere un nefasto giorno della mia infanzia e da allora non ho più smesso. Femminista un po’ per caso e paladina dei diritti civili per vocazione, ho un sogno del cassetto: arrivare al governo ed istituire il reato di stupidità manifesta. Su Controverso parlerò di tutto ciò che non va nel mondo e nei suoi abitanti, il che ci garantirà argomenti di discussione per i prossimi dieci anni.

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