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Il sessismo ha rotto il cazzo

in Società di

A scanso di equivoci, chi scrive è un uomo.

Lo sono geneticamente e legalmente, dalla nascita, mi ci sento per genere, e ne ho le sembianze. Sono eterosessuale, ho una madre ed un padre, sono italiano e cresciuto nella stessa società della maggior parte di voi. Sono, anche secondo l’opinione di uno come Salvini, un uomo normale [sic]. Mi manca giusto il battesimo per essere considerato un italiano medio, per morale e per meriti: sono un essere umano del primo mondo, nato in Occidente, baluardo della civiltà umana.

E a me il sessismo ha rotto il cazzo. Non ne posso più. Nel 2015 dover annusare il puzzo fetido di un atteggiamento medievale da provincialotto ignorante è devastante. Passino i vecchi: cambiare cultura a metà della propria vita adulta non è qualcosa di facile e l’Italia fino a quarant’anni fa era in tutto e per tutto un paese di poveracci e di contadini (per educazione e non per mestiere, sempre affetto ai nostri lettori del settore primario) e il resto dell’Occidente arrancava fuori dalla miseria sociale della prima metà del XX secolo. Ma davvero non riesco a capire come a quella porzione di umanità nata dal 1970 ad oggi, quella porzione che dopotutto oramai è la maggioranza, quella porzione che comanda, non girino le scatole quanto girano a me.

Questo è il momento in cui alcuni di voi probabilmente rizzeranno la schiena abbozzando un sorriso nervoso e penseranno “Guarda questo come la fa esagerata. Non siamo poi così male, guarda l’Arabia Saudita”. E io vorrei avere tanto il potere di mollare i ceffoni a distanza: il paragone tra l’Arabia Saudita e l’Italia su qualsiasi questione è segno che ti andrebbe tolto internet. Però probabilmente gli scettici penserebbero in buona fede. In Occidente le donne votano, lavorano, sulla carta godono degli stessi diritti di noi uomini e c’è perfino chi osa dire che godano di più diritti.

Bravi, wow, spettacolo. Ma io non sto parlando del sessismo à la Casablanca, quello dove l’uomo è il buono, il brutto e il cattivo e la donna è il love interest, la vagina ambulante, la donzella in pericolo.

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Quello è superato. Superato non nel senso che è scomparso, ma nel senso che ormai è considerato ridicolo dalla maggior parte di noi, relegato alla nicchia dei freaks, insieme al razzismo e all’omofobia, sussurrato nei bar quando due ignoranti si ritrovano lontani dagli sguardi indiscreti della società maturata oppure urlato a squarciagola dallo scemo del villaggio che per dar spettacolo si diverte a dire cose controverse che solo gli altri scemi prenderanno sul serio. In Occidente va così.

Il sessismo che io però non sopporto più è quello sottile. Quello accettabile. E’ portato avanti sia dagli uomini che dalle donne, ed è trattato con leggerezza come una battuta. E’ quello che fa dire a lui “Fai pagare me che sono un uomo“, è quello che fa dire a lei “Guarda com’è vestita quella. E’ proprio una puttana“. Tanto son battute, lo pensi anche tu. E se ti incazzi, “suvvia, fatti una risata“.

Ci viene insegnato fin da piccoli a ridicolizzare le idee antiquate del sessismo vero e proprio, quello concreto. Ha! Sciocco uomo dell’800, certo che le donne possono scrivere! Certo che le donne possono fare lo scienziato! Certo che le donne possono fare l’astronauta!

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Che sciocchino che sei, Gaston

Ma quando cazzo è che insegneremo ai bambini che non solo le donne possono fare tutto ciò che può fare un uomo, ma che non c’è nulla di strano?

Perchè una persona educata ed intelligente dovrebbe svegliarsi la mattina e sentire l’atroce suono delle parole “Uh, sai che la Cristoforetti bla bla bla, che brava che è, è una donna“. Perchè uno dei pregi di una persona eccezionale dev’essere l’essere donna? L’unico motivo per cui trovo accettabile fare i complimenti ad un politico, uno scienziato o un professionista di sesso femminile per il suo essere donna non è tanto per l’essere riuscita ad arrivare dov’è nonostante il suo genere, quanto essere riuscita ad arrivare dov’è nonostante i pregiudizi della gente: uomini E donne.

Negate ancora che questo atteggiamento sia endemico anche tra chi tra noi si considera “una persona moderna”? Quante di voi hanno dato uno schiaffo o un calcio sui coglioni ad un uomo sapendo che non l’avrebbero ripreso? Quanti di voi hanno pensato che “una fosse facile” per com’era vestita o sapendo con quante persone aveva avuto rapporti? Quante si sono fatte offrire qualcosa facendo gli occhi dolci ad un uomo? Quanti di voi hanno mai chiamato “puttana” una donna? Facciamoci un bell’esamino di coscienza.

La mole con cui il sessismo sottile è ancora presente nella nostra società – e sia chiaro, non solo quella italiana ma in generale quella occidentale, anche se da noi di più – diventa abbastanza chiara quando si aprono gli occhi e ci si guarda intorno. Esempio:

Senza dubbio sentendosi molto istruttivi, quelli di FanPage hanno pensato bene di girare questo video, che quando è uscito è piaciuto davvero a tantissima gente.

Nel video, nel caso non aveste voglia di vederlo, una manciata di bambini meridionali preadolescenti dagli ideali nobili (vedi “voglio fare il poliziotto perchè voglio salvare le persone”, daje regazzì) vengono affiancati ad una loro coetanea bionda e con gli occhi azzurri. Sentendosi un vero furbone il commentatore chiede ai nostri eroi cosa piace loro di lei, di darle una carezza, di farle una boccaccia e infine di darle uno schiaffo. In un finale inaspettato (?) tutti i bambini – o almeno quelli che ci fanno vedere – si rifiutano di picchiare l’angioletto biondo, dimostrando di essere uomini onorevoli e spiegando che le donne non si toccano nemmeno con un fiore. La quantità di persone a cui “veniva da piangereeee” [sic] tra i commenti di facebook è superiore perfino alla quantità di neanderthaliani che rispondono che se fosse stato l’opposto le bambine avrebbero sganasciato di botte il bambino biondo, perchè il femminismo è male e i poveri ometti sono oppressi [quasi sic].

Già qui dovreste annusare qualcosa. Primo, non è che questo video dimostri molto. Sono abbastanza sicuro che la stragrande maggioranza della violenza domestica non siano uomini in preda a raptus esibizionisti che piallano di schiaffi donne mai viste prima davanti ad una telecamera. Il bambino che dice “non la picchio perchè song omm [ri-sic]” tra dieci anni magari non darà le botte alla gente in strada davanti a degli sconosciuti ma prenderà a calci la moglie perchè ha scotto la pasta. Secondo in tutto questo Martina (la bambina bionda), la protagonista di quello che dovrebbe un video educativo contro il sessismo fa la bella statuina, immobile, muta ed inerte ad una mezza dozzina di bambini che le fanno le carezze su invito di un anonimo internettaro munito di telecamera: un grande esempio per la prossima generazione di future donne indipendenti. Si noti come il bambino grasso (scusa bambino grasso, è solo una fase) chiede alla fine del video se può baciarla sulla bocca, rivolto alla telecamera e non a lei. Tanto il consenso è una cosa da polentoni. Terzo, com’è possibile che risposte come “non la picchio perchè è bellina” o “perchè le donne non si toccano nemmeno come un fiore” siano accettabili? Dovrebbe essere un video educativo? Fosse stata cessa, era ok?

Fatemi vedere un video dove dei bambini di nove anni dopo essere stati invitati a toccare una bambina sconosciuta chiedano “ti spiace se ti tocco?” a lei, dicano “ciao” e dopo essersi rifiutati di mollarle uno schiaffo gratuito si giustifichino con “non mi piace menare la gente”. Allora sarò soddisfatto.

Non basta come esempio? C’è quello di Mia Khalifa, una pornostar americana di origine libanese, con le tette rifatte e tutto che posta su twitter lo screen delle avances un po’ insistenti che il giocatore di football Duke Williams le ha fatto. L'”incidente” avviene qualche mese dopo la stessa Khalifa ha preso per il culo anche il rapper Drake per fatti simili.

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*whose

Qualunque donna al mondo ricevesse uno string di messaggi del genere da un uomo sconosciuto – anche se su tutta la rete non fosse scritto che la tipa in questione è in una relazione stabile -, e lei decidesse di smerdarlo su twitter, diventerebbe una specie di eroina del femminismo sui social.

E invece io devo trovarmi a leggere commenti del genere.

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e ancora

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e ANCORA

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Ci vuole una bella dose di ipocrisia per dirsi delle persone moderne e poi fare un certo genere di commenti. A quanto pare, visto che la ragazza in questione è una pornostar, allora di colpo ogni uomo sulla Terra sembra avere il pieno diritto di chiederle del sesso come se non fosse nulla di importante. E il ragionamento – cosa che trovo ancora più allucinante – è fatto da tante donne quanti uomini.

Questi non sono i commenti oltraggiosi alla Salvini che dice “ruspa sui Rom”, questo è il pensiero del pubblico. Sei una pornostar = sei una facile = sei una puttana = prendi i cazzi a mazzi di cinque senza problemi.

Conosco uomini e donne che si vantano davanti ad un bicchiere di birra della loro tolleranza lamentando il fatto che una donna con cento partner alle spalle viene trattata come una facile e un uomo con cento partner alle spalle come un figo come la più grande ingiustizia del nostro secolo. Le stesse persone poi parlano delle pornostar come se fossero tutte delle povere infoiate che la tirano in giro come il pane al Colosseo, o peggio, delle povere sfruttate che fanno quelle cose controvoglia perchè la società maschilista e patriarcale non permette loro di trovarsi il lavoro normale che tante sognerebbero. Concesso che ci sarà qualcuno che ha iniziato a fare porno per necessità, non riesco a capire perchè quasi nessuno riesca a vedere l’industria della pornografia come un lavoro, e attori ed attrici che ci lavorano come dei professionisti e non come dei disadattati, dei malati, delle vittime o degli esibizionisti. Professionisti che magari hanno famiglie, e che non vogliono ricevere messaggi da uomini sconosciuti che chiedono con insistenza incontri per sesso via social network, e che di diverso da voi hanno solo il mestiere (e sono probabilmente più attraenti, ma nemmeno tutti).


Non sto chiedendo che tutti cambino opinione domani. Non pretendo che domani gli “uomini normali” smettano di vedere il loro onore – e non il rispetto – come unica barriera tra le loro mani e i volti delle donne. Anzi, se impedisce ai trogloditi con la mano pesante di darne di più, benvenga. Non intendo nemmeno imporre il rispetto assoluto per le pornostar, sono sicuro che almeno una di loro possa essere una stupida vacca e/o una persona dai dubbi costumi.

Ma non si può essere aperti di mente a metà. Il sessismo ha rotto il cazzo, specialmente quello sottile. E’ giunta l’ora che anche i lati “innocenti” del sessismo si vadano a rintanare negli angoli bui dei comportamenti inaccettabili, e rimangano nel repertorio solo dello scemo del villaggio per il pubblico ludibrio della gente istruita e civile.

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Laureato in una di quelle materie di cui si professa esperto anche il mio barista, mi sbraccio per non annegare nella mia misantropia. Odio quasi tutto, e quasi tutto odia me. Per rimanere nel personaggio, mi nutro quasi esclusivamente di alcolici, carne rossa ed aspartame, e solo perchè io e la nicotina ci siamo lasciati. Passo quindi le mie giornate a lamentarmi, a digrignare i denti e a scrivere, ma il tutto con una certa joie de vivre. Controverso è per me una scusa per dire quello che penso senza pagarne le conseguenze: mi occupo di politica per compiacere la mia famiglia, ma in realtà mi interessano solo i fumetti e i videogiochi.