contoverso-magazine-italianiintolleranti-copertina

Italiani: popolo di intolleranti tutelato dalla legge

in Società di

Ogni volta che mi si fanno notare i primati dei nostri vicini europei so che dovrei chinare il capo contrita sentendomi il cugino sfigato, ma allo stesso tempo ho la consapevolezza che qualche primo posto in classifica riusciamo a risicarcelo anche noi.

Tra i tanti, il numero di musei visitati ogni anno? No, in quella classifica siamo ben oltre la top ten. Potremmo dirci quarti se volessimo considerare Città del Vaticano come parte dell’Italia ma così non è.

No, le nostre eccellenze sono ben altre, ed è con orgoglio che ve li presento:

Per odio verso i musulmani nell’UE non ci batte nessuno

controverso-magazine-italianiintolleranti-1

Nonostante Regno Unito, Francia e Germania  ospitino rispettivamente il 4,6%, 7,5% e 5% di musulmani contro il nostro 2,6%, noi siamo il paese che più è critico nei confronti dei seguaci di questa religione.
Non ce li vogliamo a casa nostra, ci danno fastidio e per quanto ci riguarda un musulmano sulla metro equivale ad una bomba assicurata. Non solo, in Lombardia è stata anche approvata – e poi fortunatamente impugnata recentemente – una legge che sostanzialmente pone talmente tante condizioni alla costruzione di luoghi di culto per religioni non convenzionate con lo stato italiano da rendere impossibile erigere altre moschee oltre alle sei o sette che già sono presenti sul suolo italico. Questo nonostante negli ultimi vent’anni in Italia ci siano stati due attacchi di matrice islamica – di cui uno probabilmente giostrato dalla vittima stessa – con un totale di due feriti e zero morti.
Evidentemente nessuno ci ha ancora spiegato che forse emarginare degli esseri umani e farli sentire dei reietti della società non è il modo migliore per non farli diventare dei pazzi assetati del nostro buon sangue cattolico.

Controverso-magazine-italianiintolleranti-2

Abbiamo il primato di intolleranza nei confronti dei rom

Controverso-magazine-italianiintolleranti-3
No, non odiamo “Roma”, odiamo i rom.

Pur essendo quelli con la più bassa percentuale di rom nel proprio paese – costituiscono solo lo 0,2% della popolazione, e sì sto contando anche i campi abusivi – noi non possiamo proprio sopportarli. Non conta che circa l’80% di loro abbia un lavoro e viva in una casa come qualsiasi italiano, per noi i rom sono comunque quelli che puzzano, che viaggiano sui treni senza biglietto, che rubano i bambini biondi perché sicuramente non ne possono avere (è falso, vi state confondendo con i negri, care signore che ogni anno denunciano donne su treni e autobus solo perché hanno in braccio bambini che secondo voi non possono essere figli loro)  e che vivono in campi per i quali ci vorrebbe la ruspa. Ovviamente fanno migliaia di euro al giorno a suon di furti (sui quali non pagano le tasse) e una volta beccati vengono poi immediatamente rimessi in libertà perché nessuno può farci niente.
Ecco ciò che pensa l’italiano medio quando sente semplicemente tre lettere: rom.

Neanche gli ebrei ci piacciono più di tanto

11830156_10153066468523549_635303693_n

 

È vero, è vero: qui non siamo primi. Ma ci manca poco e confido che con un po’ di sforzo riusciremo a battere anche l’antisemitissima Polonia. Giuro che quando ho letto questo dato mi ci è voluto un po’ per comprendere cosa significhi che il 21% degli italiani guarda agli ebrei con sfavore.  Basti pensare al caso della ragazza che ha postato su Facebook il proprio tema nel quale affermava che gli ebrei sono una razza inferiore, non contenta del voto dato dalla docente. E il problema non è tanto che fatti come questi siano all’ordine del giorno, ma che vengano condonati dal cittadino medio, che  sente di non avere il compito di riparare i torti o di – a mio parere – dimostrarsi un essere umano mediamente decente.

E che i froci facciano i froci a casa propria

Controverso-magazine-italianiintolleranti-5
Diritti di Gay e Transgender per nazione (2015), dove 100=Pieni Diritti.

A noi i gay non è che danno fastidio, è che dovrebbero farlo a casa propria, non volere il riconoscimento legale della propria coppia e soprattutto non azzardarsi ad avvicinarsi ai bambini.
Noi siamo quelli che si battono contro l’ideologia genderche sono stati condannati dalla CEDU perché ancora non hanno nessun’istituzione giuridica che riconosca le unioni omosessuali, non che quella quella in cantiere sia encomiabile. E il più recente caso di discriminazione attiva è stato quello dei due omosessuali a cui è stato detto che la vista delle loro effusioni ledeva la sensibilità altrui.

Negli anni questa intolleranza paradossalmente si è inasprita e, se molti incolpano la crisi dichiarando che l’italiano medio trovandosi in difficoltà non accetta che vengano aiutate le minoranze, io biasimo una politica lassista e discriminatoria che non solo non facilita l’integrazione di alcun tipo di minoranza, ma addirittura alimenta l’odio e la discriminazione in Italia.

Controverso-magazine-italianiintolleranti-6
Mi chiedo come sarebbe stata la tavola se ci avessero messo pure Forza Nuova

 

Io biasimo un sistema legislativo incapace di arginare il popolino impaurito. Un sistema legislativo che negli anni ha non solo alleggerito le pene per i reati di discriminazione e di odio, ma addirittura li ha resi meno perseguibili con abili giochi di parole all’interno delle proprie norme.

ma facciamo un passo indietro

Ve la ricordate la Convenzione di New York?
Già ne abbiamo parlato per quanto riguarda il Reato di tortura.
Esso però è solo un marginale – nell’insieme, perché nello specifico il fatto che ancora nel nostro paese si sia sprovvisti di una norma che renda perseguibile questo tipo di reato è assolutamente criminale – articolo all’interno di un più complesso sistema  che ha rivoluzionato il diritto dei cosiddetti paesi civilizzati.
Nella fattispecie, per quanto riguarda il diritto italiano, è stato grazie alla Convenzione di New York che si è arrivati nove anni dopo alla LEGGE 13 ottobre 1975, n. 654,  Poi modificata nel 1989 per aggiungere ai reati l’intolleranza di tipo religioso e nel 1993, diventando così quella che tutti oggi conoscono come Legge Mancino, ovvero: Misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa.
Essa è stata poi modificata ulteriormente nel 2006 dall’articolo 13 della Legge 24 febbraio 2006, n.85 che, oltre ad alleggerire le pene previste per i reati di matrice discriminatoria ha anche operato un’abile opera di sostituzione lessicale.

Infatti un lettore attento potrà chiaramente notare come nelle versioni precedenti si parli di pene per chiunque diffonda in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico e chiunque inciti ad atti basati su tale odio. Nella seconda versione invece si è voluto specificare che è perseguibile chiunque propagandi tali idee e chiunque istighi a delinquere basandosi su ideali di superiorità o odio razziale o etnico.

Nonostante il 7 maggio 2008 la Corte di Cassazione abbia stabilito che nella sostanza i due termini siano equiparabili, c’è da chiedersi perché la maggioranza di governo – all’epoca Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lega e Udc, noti amici di gay, immigrati, rom etc etc – abbia ritenuto necessario questo abile gioco lessicale.
Se anche si può accettare la spiegazione data per la sostituzione diffonda/propagandi, cioè che nella versione precedente la legge avrebbe potuto rendere perseguibile anche un libro di storia o sociologia che meramente si fosse limitato a riportare ideologie razziste o xenofobe pur discostandosene, ci ho davvero messo un po’ prima di capire a cosa sia servito scrivere  istighi e non inciti.  Sull’utilità dell’alleggerire le pene invece ho subito avuto le idee chiare, ma credo non servano spiegazioni, vero?

Dicevo, ci ho messo un po’. Ma alla fine dopo varie ricerche ed essermi spulciata un gran numero di sentenze dei vari gradi di giudizio in merito ho capito quale sia il discrimine ultimo: incitamento sta a indicare un incoraggiamento che non necessariamente potrebbe essere seguito, mentre istigazione  indica una possibilità più concreta che qualcuno prenda sul serio le parole discriminatorie di qualcuno.

Ora però prendiamo un esempio pratico. Scegliamo un razzista a caso e poniamo l’eventualità che dichiari che bisognerebbe devastare i campi Rom con una ruspa. In caso un PM decidesse di perseguirlo per istigazione all’odio razziale, è molto probabile che in primo, secondo e (forse) terzo grado i giudici sentenzino a suo favore, decidendo che non c’è rischio che a queste parole qualcuno dia effettivamente seguito.
Come si farebbe a dimostrare che no, il rischio c’è eccome? Ovviamente quando qualcuno avrà già preso una ruspa e sarà già andato a buttare giù un campo Rom. Insomma, anche in questo caso la legge italiana si dimostra perfettamente in grado di farsi rispettare. A posteriori.
E così mentre in Germania grazie al Volksverhetzung questo razzista sarebbe punito, in Italia è libero di andare ad ogni programma, in ogni piazza e dichiarare su ogni giornale che i negri andrebbero rimandati indietro, bisognerebbe creare delle carrozze per i soli milanesi e che la risposta ad ogni problema sulle politiche immigratorie in italia è ruspa. 

E i gay?

Ma per i gay ovviamente c’è il ddl Scalfarotto, che domande!
C’è solo un piccolo problema: il ddl Scalfarotto – ancora non approvato – nasconde un espediente giuridico che renderebbe la situazione in Italia ancora più disastrosa. Esso andrebbe ad integrarsi alla Legge Mancino, modificandone gli articoli aggiungendo ai reati di discriminazione la dicitura “o fondati sull’omofobia o sulla transfobia”.
Fin qui tutto bene no? è quello che vogliamo. Certo, rimarrebbero i problemi che ho citato prima, ma sicuramente si potrebbe iniziare ad esultare sapendo che un gran numero di condanne verranno inasprite perché finalmente sarà prevista l’aggravante per odio omofobo.

E allora il problema dove sta?
Il problema sta in un’altra piccola modifica che si sta cercando di far passare in sordina, una che verrebbe apportata all’articolo 3 della Legge Mancino e recita:

Ai sensi della presente legge, non costituiscono discriminazione, né istigazione alla discriminazione, la libera espressione e manifestazione di convincimenti od opinioni riconducibili al pluralismo delle idee, purché non istighino all’odio o alla violenza, né le condotte conformi al diritto vigente ovvero anche se assunte all’interno di organizzazioni che svolgono attività di natura politica, sindacale, culturale, saniraria, di istruzione ovvero di religione o di culto, relative all’attuazione dei principi e dei valori di rilevanza costituzionale che connotano tali organizzazioni. 

non costituiscono discriminazione, né istigazione alla discriminazione, la libera espressione e manifestazione di convincimenti od opinioni riconducibili al pluralismo delle idee

Non credo di esagerare nel definire questo comma uno dei più incredibili mostri giuridici degli ultimi anni. Non solo renderebbe praticamente nulla la legge contro l’omofobia, ma addirittura creerebbe scappatoie non indifferenti anche alla Legge Mancino.
È una norma creata ad hoc per creare una nicchia di impunibilità a quella parte di mondo arcicattolico, bigotto e omofobo che teme di non poter più discriminare gli omosessuali in caso venisse approvata questa legge. Quella parte di mondo arcicattolico, bigotto e omofobo a cui in Italia è concesso ottenere delle piazze dove fingere di leggere per ergersi a baluardi della libertà di parola. Una libertà di parola sin troppo concessa, che nel nostro belpaese viene tarpata solo quando si ledano i diritti costituzionali e umani altrui. Diritti umani che queste persone violano ogni giorno, tutelate da un paese che non sembra essere in grado o semplicemente avere la volontà di dare un freno a queste pratiche.

Quindi non preoccupatevi care Sentinelle, non preoccupatevi cari leghisti con la ruspa e forzanuovisti con accendini e benzina. Nessuno vi toccherà, nessuno vi impedirà di essere xenofobi, omofobi, razzisti, intolleranti e fondamentalmente stronzi. Avrete tutte le scappatoie che vorrete e nessuno vi dirà che non potete diffondere i vostri ideali. Perché fanno parte di un naturale e democratico pluralismo di idee.

Ah! Che bella la democrazia!

 

Commenti

commenti

Aspirante giornalista, aspirante scrittrice, aspirante dominatrice del pianeta e aspirante cittadina di un paese in cui tutti vengano trattati alla stessa maniera, ho iniziato a scrivere un nefasto giorno della mia infanzia e da allora non ho più smesso. Femminista un po’ per caso e paladina dei diritti civili per vocazione, ho un sogno del cassetto: arrivare al governo ed istituire il reato di stupidità manifesta. Su Controverso parlerò di tutto ciò che non va nel mondo e nei suoi abitanti, il che ci garantirà argomenti di discussione per i prossimi dieci anni.

Ultimi articoli di Società

Vai In cima