controverso-magazine-cartadiritti2

Perché è utile la Carta dei Diritti di Internet

in Politica/Società di

Un po’ in sordina, è arrivata oggi la Carta dei Diritti di Internet. Il documento è stato presentato alla Camera dei Deputati dopo un anno dalla costituzione della commissione per i diritti ed i doveri in Internet, che si è presa l’onere di redigerlo.

Anzi, ben più che in sordina: nelle pagine dei quotidiani on-line la notizia va cercata, i commenti sono pochi e spesso fuori luogo. Sembra, in altre parole, che non si sia recepita l’importanza e l’utilità di tale Carta.

Eppure, siamo tutti cittadini di Internet: se state leggendo questo articolo, non vi trovate qui per caso. Avete un’identità in Rete, un fornitore di servizi e dei dati personali immagazzinati in qualche banca dati.

Tutte cose di cui, fermatevi un attimo, a voi dovrebbe interessare moltissimo. E che, salvo una legge sulla Privacy spesso fraintesa e mal utilizzata, non sono mai state regolamentate coerentemente fino ad oggi. È vero, di recente ha fatto gran parlare di sé il “diritto all’oblio”, che permette ad ogni utente di cancellare i dati che lo riguardano, qualora li consideri lesivi della propria immagine, errati, pregiudizievoli o comunque non graditi. Tuttavia, questo riguarda solo una piccola parte della nostra esistenza in Rete (nello specifico, il cancellarsene in tutto o in parte), mentre ci si trova, piaccia o meno, in una sorta di Far West normativo per quanto riguarda tutti gli altri aspetti.

La Carta dei Diritti di Internet, in 14 punti, mette per lo meno una toppa a tutto questo. Diciamolo subito, non è un testo perfetto né onnicomprensivo ma, come mi hanno insegnato, “piuttosto che niente è meglio piuttosto”: in futuro potremo assistere a modifiche, aggiunte e correzioni migliorative, una volta compreso l’impatto sulla realtà.

Io mi sono preso la briga di leggere tale Carta (qualcuno di voi l’ha già fatto?) ed ho tratto alcune conclusioni, riassunte in alcuni punti, sul perché è una cosa utile, buona ed importante per chi, come il sottoscritto ed immagino molti dei lettori, ha una importante presenza sulla Rete e sui social network.

controverso-magazine-cartadiritti1


1) Internet è ora un diritto fondamentale

Andando per i 40, mi viene da pensare a quanto è cambiato il mondo negli ultimi 20-25 anni: ricordo le mie prime connessioni, con dei modem a velocità irrisorie (mi commossi con il 56k, che fu un regalo di Natale graditissimo), ed intuivo, nel mio piccolo, le immense potenzialità che quel nuovo strumento poteva offrire. Non parlo (solo) di ottenere musica ed altro all’istante (ricordate il primo Napster?), ma anche il poter interagire con persone separate da noi da oceani, informarsi su cosa succedeva altrove, in un tempo molto vicino a quello “reale”, nel percepire il “qui ed ora” su cui si era tanto discusso negli anni passati. Anche se passavamo tanto tempo a scaricare canzoni, negli anni 90 siamo stati testimoni dell’inizio di una vera e propria rivoluzione. A tanti anni di distanza, abbiamo finalmente capito che Internet non può essere “qualcosa” slegato dalla nostra vita, sul cui accesso non si può discutere troppo. Attenzione però, questo non vuol dire “Internet gratis per tutti” (anche se una buona notizia l’abbiamo dalla liberalizzazione del wi-fi dei locali pubblici), ma che ognuno di noi ha il diritto di accedere ad Internet senza alcuna barriera o vincolo che possa provocare discriminazione. Inoltre non si parla semplicemente del “collegamento” ma più precisamente della sostanziale esperienza della Rete nella sua globalità, quindi della natura stessa dell’essere online.

2) Viene messa nero su bianco la neutralità della Rete

Negli USA ha fatto discutere la controversia della “Net Neutrality” intesa come la possibilità che tutti i contenuti della Rete siano accessibili senza “corsie preferenziali” per chi paga di più. Non si parla di velocità della Rete (molti hanno frainteso questo punto) ma del fatto che la stessa sia un “servizio di pubblica utilità” e che debba sottostare alle identiche regolamentazioni in merito, così come, ad esempio, sanità o trasporti. Secondo questo assunto, non sarà possibile bloccare arbitrariamente l’accesso a contenuti o rallentare il traffico di un utente in base ai servizi che sta utilizzando. Ovviamente non si tratta dei vincoli già imposti in base ad altre considerazioni (l’accesso a materiale pornografico da parte di minorenni, per citare un caso) ma, per fare l’esempio più conosciuto, di impedire che i provider limitino il traffico qualora rilevino l’utilizzo di servizi di file sharing. La neutralità della Rete appare quindi anch’essa come un diritto inalienabile poiché la sua mancanza potrebbe dare luogo a discriminazioni basate su parametri individuali ed in contrasto con la natura stessa della Rete.

3) Migliora la tutela dei dati personali e dell’identità in Rete

Fin quando non si commette un illecito, l’identità di una persona in Rete è protetta e tutelata: il vecchio adagio del “male non fare, paura non avere” trova qui piena applicazione, ed è un bene poiché si riconosce l’esistenza di un “diritto all’identità in Rete”, che va oltre la semplice raccolta di dati personali, identificando la “online-persona” non più come una semplice proiezione ma come una vera e propria parte della propria esistenza, integrata in tutte le altre attività “offline” ed a completamento di queste. In altre parole, si attesta la nostra natura non più di semplici utenti ma di “abitanti” della Rete.
Parimenti l’anonimato è tutelato come strumento di esplorazione della Rete, fin quando questo non venga utilizzato per ledere l’altrui dignità e gli altrui diritti.

4) La Rete è finalmente un interesse pubblico

Sembra una banalità ma ancora non è così: viene ribaltato il senso attuale delle normative, volte ad operare un controllo sulla Rete, per ridefinire invece l’obiettivo normativo di salvaguardare la natura pubblica, “universale e sovranazionale” di Internet. Questo implica che come interesse pubblico la Rete non possa subire “bavagli”, in quanto non vengono “ammesse limitazioni della libertà di manifestazione del pensiero”, in piena sintonia con l’originale idea della Rete come flusso di conoscenza ed opinione, avvicinandola alla Noosfera teorizzata quasi 100 anni fa dall’Abate Pierre Teilhard de Chardin, che non ebbe mai la possibilità, morendo nel 1955, di assistere alla realizzazione della Rete.
Poiché interesse pubblico, vi è un’implicita assunzione di responsabilità affinché l’accesso e la fruizione della Rete siano sicuri, democratici, non vincolati a giochi di potere ed economici.

controverso-magazine-cartadiritti2

Oggi dunque inizia il suo iter la Carta dei Diritti di Internet: dovremmo esserne felici, perché nel suo attuarsi ci garantirà una maggiore sicurezza e protezione, oltre a qualificare la nostra esperienza online come un diritto. Forse è il primo reale passo come “cittadini digitali”, dopo tanti anni spesi nell’incertezza di un disordine normativo univoco.

I promotori parlano di una regolamentazione unica al mondo; la giurisprudenza non è prettamente il mio campo, sebbene sia cresciuto tra giuristi, ma fossimo anche i secondi o i terzi poco importa, ciò che conta è potersi mettere davanti al pc con qualche certezza in più.

Cosa manca? Forse il fatto che le notizie sulla Rete siano di qualità e riflettenti la realtà, favorendo la corretta informazione a discapito di teorie complottiste troppo spesso campate in aria eppure diffusissime. Ma questo, almeno al momento, è il sogno di un inguaribile ottimista che cerca di fare il proprio meglio, nel suo piccolo, per evitare la disinformazione.

Commenti

commenti

In direzione dei 40, dopo una laurea in psicologia opero nel settore della disabilità. Controverso Magazine arriva per me nel momento giusto, dato che il mio ego necessitava di un contenitore ancora più ampio dei precedenti. Pertanto mi troverete qui a dialogare (ma anche a dilagare) sulle tematiche più disparate, che facilmente possono includere la ricerca scientifica, la divulgazione ed i complotti. Non disdegno questioni di attualità o argomenti più frivoli, che affronto comunque in modo quanto più possibile razionale e con quel filo di cinismo che mi rende lo zio alla lontana, un po’ stronzo ed egocentrico, che quasi tutti vorremmo avere.

Ultimi articoli di Politica

Vai In cima