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Razzismo Islamofobo for Dummies

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Come tutti sappiamo i tempi cambiano, e con loro cambiano le abitudini della gente. Anche l’italiano medio bigotto, ignorante e provinciale deve al giorno d’oggi adattarsi rapidamente. Non è più tempo di odiare i terroni, i negher o gli slavi. L’Italia si trova ad affrontare la minaccia di un’invasione molto peggiore. Basta accendere il telegiornale ed ascoltare per cinque secondi Salvini, la Meloni, o qualche altro intellettuale nostrano per capire di cosa parlo: gli islamici. O Mussulmani. O gli Arabi. Insomma, quelli lì.

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Nascondete le vostre donne e i vostri kebab!

Certo, molti diranno: “ma io i negher, i comunisti e gli slavi li odio ancora, non ho tempo di odiare anche gli altri!“. Ma sono pochi casi isolati. Non adattarsi ai tempi va bene solo se abiti in Abruzzo, sul Gennargentu o in Brianza, dove il mondo non arriva, bloccato dagli ostacoli geografici, oppure non ha voglia di arrivare. L’italiano medio al giorno d’oggi non si può permettere l’indifferenza nei confronti dei #trend mondiali come il razzismo islamofobo, ma pecca – per sua natura -della conoscenza del mondo necessaria ad essere un islamofobo come si deve. Dopo decenni ad odiare romeni ed albanesi ormai su di loro sappiamo tutto, ma gli islamici sono nuovi, trendy, e c’è tutto da imparare!

Per rimediare, offriamo qui di seguito una breve e semplice guida al razzismo islamofobo: se devi odiare e fare il coglione razzista almeno fallo bene.

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Tutti i tipi di terroristi islamici che potreste incontrare

Differenziarli!

Inanzitutto è importante capire che non tutti gli arabi sono musulmani, e non tutti i musulmani sono arabi. Lo so che è un concetto difficile da capire, e che se fossero tutti la stessa cosa sarebbe un razzismo molto più semplice. Il problema però è che l’Islam è una religione, e proprio come il Cristianesimo si è spanta a macchia d’olio per secoli e secoli: i paesi a maggioranza musulmana vanno dalla Papua Nuova Guinea al Senegal. Ed entrambe le nazioni non ospitano più arabi dell’Irlanda o dell’Argentina. Ci sono musulmani di tutti i colori e le etnie, cosa che rende gli stereotipi un tantino più idioti di quanto non siano già come concetto.

Nei paesi del Medio Oriente c’è un sacco di gente che non solo non è araba, ma che si offenderebbe moltissimo se venisse chiamata tale! Gli Afghani, gli iraniani, i berberi, i kurdi e i turchi sono degli ottimi esempi. Alcuni libanesi cristiani probabilmente ti diranno che in realtà sono fenici e alcuni egiziani copti potrebbero dirti di essere discendenti dei faraoni dell’Antico Egitto ma son baggianate. Dall’altro lato, esistono degli arabi che non sono musulmani: i drusi, gli yazidi, i copti, i maroniti, gli ebrei mizrahiti e una caterva di denominazioni cristiane diverse sparse tra Palestina, Giordania, Libano e Siria.

Dare dell'”arabo” ad uno degli indiani che detiene i nostri marò quindi, non è una grande idea. “Magrebo“, altre termine squisito usato nel nord, avrebbe senso se si sapesse con sicurezza che la persona così apostrofata fosse un abitande del Maghreb, letteralmente “L’Occidente” (ironico, no?), ossia Marocco, Mauritania, Algeria e Tunisia. Posso assicurarvi che se andaste in Medio Oriente nessuno vi chiamerebbe “Crucco”, quindi il minimo che si possa fare è ricambiare questa piccola cortesia geograficamente corretta.

La Jihad

Piccola parentesi. Jihad non vuol dire letteralmente “guerra santa”. Jihad è il concetto di “sforzo” o “lotta” (ma non per forza violenta) in difesa della propria fede. Un buon musulmano ha il dovere di fare la jihad, come avete sentito su Tele Padania, ma nel senso che ha il dovere di difendere la propria fede se un kuffar (un infedele) la attaccasse. Il che non significa prendere su il kalashnikov ed andare in Cecenia, ma impedire a qualcuno di insultarlo per il suo essere musulmano. Il fatto che alcuni -e non tutti, anzi- interpretino il concetto di jihad con un senso di lotta armata non ha nulla a che vedere con il Corano, l’Islam o l’interpretazione comune. Come se il cristianesimo fosse una religione violenta perchè abbiam fatto le crociate, poi…

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“fa caldo, zì”

L’abbigliamento di lui…

Dovrebbe essere facile, e invece non lo è. Dove sono tutti i turbanti? Perchè non indossano i turbanti? La risposta è semplice: il turbante per il musulmano arabo medio è un po’ come il velo nero per le donne sicule. O abiti nel deserto e non hai internet, oppure non lo metti. Dico sul serio, l’unico modo per vedere gente col turbante è andare nei posti poverissimi, dove la gente non ha l’acqua corrente nè l’elettricità. E sono sicuro che l’italiano medio bigotto ignorante e provinciale in un posto del genere non ci metterà mai piede. O andare in India, ma quelli non sono più arabi. Se vedete qualcosa sulla testa di un arabo in Via Mazzini o nella vostra crociera sul nilo i casi sono due: o vi sta prendendo per il culo, o è invitato ad una festa in maschera. Il capo da mettersi in testa ancora comune tra gli arabi è la kuffiyah, in italia detta kèfia e portata dagli sbarbini del liceo, che in realtà serve per proteggersi dal sole del deserto. Quando sono cinquanta gradi a luglio, provare per credere, avere un leggero telo bianco sulla testa evita di friggersi il cervello.

E anche lì, nessun arabo si sognerebbe mai seriamente di portarla all’estero. Fa parte dell’abito tradizionale, e nemmeno i principi sauditi si vestono così quando vanno in vacanza dalle nostre parti.

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Il viola è il colore del terrorismo

…e di lei!

Per quanto riguarda le donne, vi prego di imparare un’importantissima differenza che sembra essere sfuggita a tutti: quella tra l’hijab [i-giàb], il niqab [nicàb], il chador [ciadòr] e il burqa [bùrca].

L’hijab è il velo che copre i capelli. Il niqab è un velo che copre il viso, il chador è un telo che copre il corpo ma lascia scoperto l’ovale del viso e il quarto è una cazzo di coperta che copre TUTTO. Ok, non pretendo veramente che qualcuno impari questi termini, ma imparate almeno il fatto che sono quattro cose diverse. E che nessuno porta il burqa.

Nemmeno in Arabia Saudita le donne portano il burqa. E’ una cosa che i Talebani (vedi anche, i freaks fuori di testa dell’Afghanistan pre-2001) imponevano alle loro donne, perchè oltre che essere ultra-islamici erano anche parte di una cultura montana millenaria a due passi dal medioevo sotto ogni punto di vista. Oggi per vedere un burqa portato con naturalezza dovete andare tra le montagne dell’Afghanistan o tra le tribù pashtun sul confine tra Afghanistan e Pakistan.

E il chador, che esiste solo in Iran, ormai non lo porta più nessuno se non le vecchie e le più pie. Come le suore. Il Chador è praticamente l’abito delle suore. Il che ci porta al niqab. Lo ammetto. Il niqab è brutto, è nero, copre tutto tranne gli occhi. Ma fuori dai paesi come il Qatar, gli Emirati Arabi Uniti, l’Oman e l’Arabia Saudita, il niqab è davvero molto raro. Esiste anche in altri paesi, in comunità più ortodosse di Egitto ed Algeria, ma sul serio. Non vale la pena. Voi il niqab lo vedrete si e no tre volte nella vostra vita quando incontrerete un milionario saudita a Venezia o Roma. Dimenticatevene.

L’hijab, il velo semplice, è quello che vedete. E’ quello che mettono le donne musulmane normali, quello che portano le compagne di classe di vostra figlia, le maestre, la vicina di casa. E non mi interessa cosa dice vostra zia Pina che ha fatto la crociera sul Nilo, nessuno obbliga nessuno a metterlo. Non ci sono stati, oltre quelli citati qui sopra, che impongono l’uso del velo. Non ci sono genitori, se non dei pazzi furiosi -e quelli esistono anche da noi- che impongono l’uso del velo. Se una ragazza lo porta, il 98% delle volte è una sua scelta, quindi non le rompete i coglioni. E non chiamatelo burqa.

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Nonostante le apparenze, Ahmed ed Amina sono coetanei.

Il Matrimonio

La prossima volta che pensate di lamentarvi perchè “quelli lì” hanno sette mogli ripensateci. E’ vero, purtroppo la poligamia è legale praticamente ovunque in Nord Africa e in Medio Oriente (tranne che in Turchia, Tunisia e nel Kurdistan Iraqeno), ma c’è una bella differenza tra il dire ed il fare. Secondo il Corano un uomo può sposare fino a quattro donne (non quaranta), e solo se è in grado di offrire a tutte e quattro lo stesso ammontare..beh, di tutto, altrimenti potrà sposarne solo una.

Detto così sembra una clausola inutile ma per molti, in Medio Oriente, il versetto

Non potrai mai essere equo e giusto con le tue mogli, anche se lo desidererai ardentemente – Qu’ran, An-Nisa 4:129

è un’implicita proibizione della poligamia. Se non puoi amare tutte le tue mogli allo stesso modo, non puoi avere più di una moglie. E non si possono amare due persone allo stesso modo, no?

Ad eccezione degli stati estremisti come l’Arabia Saudita, il Qatar, il Bahrain, l’Oman, lo Yemen e gli Emirati Arabi Uniti (insomma, quelli della Penisola), praticamente nessuno pratica la poligamia. Primo perchè molti non possono permetterlo, ma secondo perchè è un costume culturale arretrato e spesso malvisto: la maggior parte degli uomini arabi è sposato e felice. Quindi mettetevela via, se in Tunisia vi hanno offerto tredici cammelli, vi stavano prendendo in giro. Inanzitutto tredici cammelli sono un sacco di soldi, secondo nessuno compra donne coi cammelli e terzo, probabilmente se volessero sposarvi vi vorrebbero conoscere prima.

E’ vero che il matrimonio può coinvolgere delle bambine, questo si. Ma non ha nulla a che vedere nè con l’essere arabi nè con l’essere musulmani. Il fenomeno delle “spose bambine” esiste dal Sudafrica all’India, ed è radicato in molte culture rurali ed arretrate. Posso assicurarvi che gli Yemeniti e gli Afghani che sposano bambine di nove anni non verranno mai a rompere le scatole a voi. La stragrande maggioranza del Medio Oriente non approva questa cosa come non la approviamo noi, nonostante l’età del matrimonio sia comunque più bassa rispetto alla nostra (si parla di 20-23 anni, contro i nostri 30).

Ma tanto chissenefrega, quando muoiono hanno 80 vergini in paradiso, no?

No. Quella è un’invenzione. E’ falso. Dimenticatelo.

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Gli stati verde lega sono gli unici ad usare la Sharia

La Sharia

Grande spauracchio del razzista medio è la Sharia. La legge islamica, che a detta di qualche bovaro della pianura padana ci verrà imposta da un momento all’altro. A parte il fatto che la legge coranica non è terrificante come si pensi – da nessuna parte c’è scritto che la tua testa dev’essere infilzata su un palo come fanno i folli di ISIS-, gli stati che seguono alla lettera la Sharia sono davvero, davvero pochi. La maggior parte degli stati arabi e/o musulmani hanno dei codici civili e penali basati sulla Sharia, perchè parte della loro cultura storica, come noi basiamo i nostri sul diritto romano.

Tolti -ancora- gli stati del Golfo (ma anche lì il vostro essere italiani probabilmente vi proteggerebbe), nessuno in Egitto o in Libano vi taglierà la mano per furto, le donne non vengono prese a sassate per adulterio e nessuno proverà a tagliarvi la testa. In molti stati si può perfino bere alcolici, purchè lo si faccia con discrezione e nel rispetto della cultura locale, che è più tolleranza di quanta tendiamo a darne noi a loro. “Ma come?” sento già dire, “ma noi costruiamo le moschee, se noi facessimo le chiese in arabia saudita…“.

E’ vero. In Arabia Saudita le chiese non sono permesse, ma il fatto che l’ignorante medio prenda sempre come esempio quello che è lo stato più autoritario del pianeta come paragone di tolleranza, la dovrebbe dire lunga. Nei paesi normali del Medioriente di chiese ce n’è a bizzeffe, e non da fastidio a nessuno.

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“uno uovo per bela dona bionda”

Sceicchi, Califfi ed Emiri

Infine, per fare un po’ di ordine, ricordati che non puoi chiamare la gente a caso.

Oggigiorno si sente di Califfi, Mullah, Sultani, Sceicchi, Rais ed Emiri dappertutto. Cosa sono? Chi sono? E che fastidio possono darmi? Inanzitutto, all’ultima risposta posso subito dire: poco. Questi sono titoli onorifici e/o nobiliari, il che rende queste persone in genere troppo importanti per relazionarsi con l’italiano medio.

– il Califfo è l’equivalente musulmano del Papa-Re, capo assoluto di tutti i musulmani. Ce n’è uno solo alla volta, non ce n’è più uno ufficiale e riconosciuto dalla fine dell’Impero Ottomano, e l’unico che c’è al mondo (Abu Bakr Al-Baghdadi, capo di ISIS) è un criminale e nessuno, neanche in Medioriente, gli riconosce il titolo.

– un Mullah è un religioso sciita. Fuori da Iran e Afghanistan praticamente non esistono. Li conoscete probabilmente come Imam. Insomma, sono preti.

– un Sultano è l’equivalente di un re. E’ a capo di un sultanato. Oggi gli unici Sultanati indipendenti sono quello dell’Oman e quello del Brunei. Popolazione totale: la Toscana. Non farti problemi.

– Gli Sceicchi sono quelli più famosi. Uno Shaykh nel mondo arabo non è per forza un milionario. Vuol dire “anziano” o “venerabile”, letteralmente equivale a “Sir”, pur senza essere un titolo nobiliare. Chiunque sia anziano, istruito e abbia un minimo di influenza è uno shaykh. Non sono solo miliardari cammellati del deserto, suvvia.

– il Rais non è Saddam Hussain. Rais vuol dire capo. O Presidente. Chiunque sia a capo di qualcosa o sia mai stato eletto capo di un governo è un Rais. E basta.

– l’Emiro non è un re. E non è uno sceicco. No, nemmeno Amir vuol dire miliardario. Amir vuol dire principe, ed è a capo di un Emirato (o, indovina, principato, come il Qatar o gli Emirati Uniti (o il Bahrain, fino al 2002).

Questo è solo un bignamino, ma un razzista ignorante ora di sicuro saprà di più sull’oggetto del suo odio di quanto ne sapeva prima. Adesso potrà andare lì fuori, nel mondo, ed insultare la gente per motivi reali, invece che basarsi sulle fesserie sentite in giro dalla zia del cugino dell’amico della sorella di, che è andata in vacanza a Sharm el-Sheikh. Ora potrà essere un razzista migliore.

Oppure, che ne so, potrebbe anche decidere di diventare una persona civile ed iniziare a rispettare gli altri.

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Laureato in una di quelle materie di cui si professa esperto anche il mio barista, mi sbraccio per non annegare nella mia misantropia. Odio quasi tutto, e quasi tutto odia me. Per rimanere nel personaggio, mi nutro quasi esclusivamente di alcolici, carne rossa ed aspartame, e solo perchè io e la nicotina ci siamo lasciati. Passo quindi le mie giornate a lamentarmi, a digrignare i denti e a scrivere, ma il tutto con una certa joie de vivre. Controverso è per me una scusa per dire quello che penso senza pagarne le conseguenze: mi occupo di politica per compiacere la mia famiglia, ma in realtà mi interessano solo i fumetti e i videogiochi.

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