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Vietato l’ingresso ai genitori maleducati

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Ha fatto scalpore in questi giorni l’insolita scelta di un ristoratore di Roma che ha deciso di vietare l’ingresso nel proprio ristorante ai bambini sotto ai cinque anni e ai passeggini in generale, i secondi per ovvi motivi di spazio.

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Apriti cielo.
Improvvisamente le mamme di tutta Italia hanno realizzato di non poter vivere senza il fritto misto de La fraschetta del Pesce, orde di genitori si sono sentiti ghettizzati, hanno aperto un gruppo facebook per far chiudere il ristorante – fortunatamente al momento ha solo diciassette folli iscritti – e c’è persino chi ha paragonato questa decisione alle leggi segregazioniste della Germania nazista.

È nata persino una campagna per abbassare il gradimento del locale su Facebook, dando una stella su un massimo di cinque a causa di questa decisione.
Insomma, Il Comandante – così si firma il proprietario – è finito nell’occhio del ciclone all’italiana, quello che si muove quando si toccano i bambini.

 

Io invece voglio rivolgermi ai genitori.

Cari mamme e papà,
Chi vi scrive è una persona senza figli, e il cui unico rapporto con le responsabilità genitoriali è il possesso di due cani e un gatto. E nessuno dei tre è particolarmente educato.
Ecco perché non mi si vedrà mai in giro a lamentarmi all’idea che i miei dolci frugolotti non siano accettati da ristoratori nazisti e specisti.
So che i vostri figli non sono animali ma piccoli esseri umani con un sacco di diritti, che sono tutti speciali a modo loro e che probabilmente qualcuno di loro – sì, mamma che stai leggendo, sono sicura che sarà proprio il tuo – un giorno curerà il cancro.
Ma voi siete esseri umani adulti che, oltre ad un sacco di diritti, hanno un sacco di doveri.

Avete il dovere di insegnare ai vostri figli a comportarsi in maniera educata quando vengono portati in un ristorante, di spiegare loro che non possono piangere se il piatto contiene delle verdure né iniziare a giocare a nascondino tra i tavoli in caso iniziassero ad annoiarsi.

Avete il dovere di punire vostro figlio quando il proprietario di un ristorante vi si avvicina dicendovi che si è fatto quasi cadere delle bottiglie di vino in testa cercando di arrampicarsi sugli scaffali.

Avete il dovere di spiegare alla vostra dolce prole che la spiaggia non è il loro campo d’addestramento personale, e che correre alzando più sabbia possibile non è spassoso, così come non è spassoso riceverla in faccia, la sabbia.

Avete il dovere di tenere a bada i bambini violenti, così come io metterei la museruola al mio cane se fosse aggressivo, perché io non sono tenuta ad accettare tutte le mosse di wrestling dei vostri figli senza reagire, pena una denuncia per maltrattamento di minore da parte vostra.
Vi svelerò un segreto: anche dei bambini piccoli possono farti male quando non puoi difenderti.

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Avete il dovere di imporre le cinture di sicurezza a vostro figlio sugli aerei, di sgridarlo se dovesse salire in piedi sul sedile e di non aspettarvi che io, che ho pagato come voi il prezzo di un biglietto, accetti di buon grado l’idea di passare tutta la durata del mio viaggio ascoltando le urla del vostro bambino e sentendomi sballottata dai calci che tira contro la mia schiena.

Avete il dovere di impedire ai vostri rampolli di rovinare a tutta la sala la visione di un film al cinema con urla, chiacchiere e lanci di popcorn, perché cresceranno e diventeranno adolescenti che rovinano la visione a tutta la sala con urla, chiacchiere e lanci di popcorn.

Avete il dovere di capire quando è il caso di portare i vostri figli in casa d’altri, ed insegnare loro che tale casa non è un parco giochi in cui scorrazzare saltando su divani, tavoli di cristallo e mobili antichi. Perché come io non porto i miei due indisciplinatissimi cani e il mio gatto dalle unghie affilate a giocare a casa vostra, non vedo perché voi dobbiate sentirvi in diritto di imporre l’assenza di disciplina dei vostri figli a chi ha deciso di non averne.

Avete, insomma,  il dovere di capire che i vostri bambini non godono di immunità anagrafica. Nè voi siete provvisti dell’equivalente del cartellino uscita gratis di prigione per le norme di convivenza civile solo perché avete messo al mondo un altro piccolo umano.
Mamme: evitate di improvvisarvi Madonne di Botticelli. Avete partorito, brave. Posto che l’HCG non vi abbia improvvisamente reso ritardate mi aspetto che vi facciate una ragione del fatto che non tutti adoreranno il frutto dei vostri lombi, e che non tutti accetteranno di buon grado l’idea di cenare con l’odore del suo pannolino a pochi metri, o più semplicemente guardandolo risucchiarsi il moccio che gli scende dal naso.

E la colpa non è dei vostri figli, così come non è delle persone senza figli o che i figli se li sanno gestire in maniera decente. La colpa è solo vostra, genitori maleducati, e finché voi pretenderete di portarvi ovunque dei bambini assolutamente ingestibili noi persone senza figli saremo ben felici di iniziative come quella del Comandante, che non fa altro che garantire un minimo di serenità a sé stesso – evitando di vivere nel terrore che un bambino si faccia male nel proprio locale – e agli altri avventori, che nulla hanno fatto per dover subire le conseguenze della vostra inadeguatezza.

Tanti cari saluti,
Linda

Purtroppo sono sempre meno i genitori che sanno distinguere tra un bambino ben educato e uno che forse ha bisogno di imparare a stare al mondo prima di essere lasciato lasciato libero, nel mondo. E così se i bambini a scuola vengono puniti si minacciano denunce all’insegnante, se un ristoratore si rifiuta di avere genitori con figli indisciplinati e passeggini – che essendo ingombranti rubano spazio a clienti paganti – viene aggredito da orde di mamme in assetto da guerra.

Quindi benvengano ristoranti come La fraschetta del Pesce a Roma, benvengano zone degli aerei riservati a chi non voglia sentire un bambino piangere per dodici ore e spiagge vietate ai minori di quindici anni. Benvengano bambini educati da genitori intelligenti e benvengano cani ben addestrati. Benvengano fumatori discreti che chiedono prima di potersi accendere una sigaretta se – anche all’aperto – sono particolarmente vicini ad un altro tavolo e benvengano spiagge childfree.

Benvenga, insomma, il rispetto per gli altri.
Fateci invece il favore di lasciare a casa la maleducazione, ovunque andiate. Specialmente quella dei genitori.

 

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Aspirante giornalista, aspirante scrittrice, aspirante dominatrice del pianeta e aspirante cittadina di un paese in cui tutti vengano trattati alla stessa maniera, ho iniziato a scrivere un nefasto giorno della mia infanzia e da allora non ho più smesso. Femminista un po’ per caso e paladina dei diritti civili per vocazione, ho un sogno del cassetto: arrivare al governo ed istituire il reato di stupidità manifesta. Su Controverso parlerò di tutto ciò che non va nel mondo e nei suoi abitanti, il che ci garantirà argomenti di discussione per i prossimi dieci anni.

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